7 marzo 1274: Morte del Doctor Angelicus COMMENTA  

7 marzo 1274: Morte del Doctor Angelicus COMMENTA  

Nato a Roccasecca nel castello del conte suo padre, il piccolo Tommaso d’Aquino fu battezzato dall’allora papa Onorio III. A soli cinque anni fu mandato all’Abbazia di Montecassino, dove lo zio era abate, per intraprendere gli studi per poter diventare, nelle intenzioni della famiglia, un benedettino di alto rango.

A quattordici anni però “fuggì” a Napoli, in quel convento di San Domenico Maggiore che secoli dopo avrebbe ospitato anche Giordano Bruno, per continuare gli studi ed essere ammesso all’ordine dei domenicani.

Il padre, contrariato da questa sua scelta, lo fece rinchiudere nel suo castello di Monte San Giovanni Campano con l’intenzione di tenerlo lì fino a che non avesse abbandonato l’ordine domenicano.

Fu solo grazie all’intervento di papa Innocenzo IV che dopo ben un anno riuscì a lasciare la prigione paterna. Dopo aver soggiornato a Roma e a Parigi, nel 1248 giunse a Colonia dove divenne allievo di Alberto Magno, celebrato teologo che cercò di conciliare il cristianesimo col pensiero aristotelico.  Un incontro che fu molto formativo per Tommaso che, una volta morto il suo maestro, ne divenne l’ideale prosecutore ed erede.

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Base del suo pensiero era che fede e ragione non fossero inconciliabili, anzi, l’una doveva essere di supporto all’altra. Precursore del metodo sperimentale, riteneva che la conoscenza fosse acquisibile solo attraverso la sensibilità, l’osservazione della realtà sensibile, andando in contrasto con l’idea agostiniana di rivelazione divina imperante all’epoca. Tornato in Italia nel 1259, collaborò con vari papi e si dedicò ai suoi scritti, tra cui la fondamentale Summa Theologiae, che modernizzò la Scolastica, la filosofia cristiana che attraversò tutto il Medioevo. Il 6 dicembre 1273, mentre diceva messa nella chiesa di San Domenico a Napoli, fu colto da un’esperienza mistica che lo sconvolse notevolmente, in seguito alla quale decise di non scrivere più e che gli causò un peggioramento del suo stato fisico. Nel gennaio del 1274 papa Gregorio X gli impose di presiedere al Concilio di Lione; durante il viaggio le sue condizioni di salute si aggravarono così, desideroso di morire all’interno di un monastero, venne portato nell’abbazia cistercense di Fossanuova, dove esalò l’ultimo respiro. Tra i più importanti filosofi e teologi del suo tempo, tanto che i suoi contemporanei si riferivano a lui con l’appellativo di Doctor Angelicus, fu insignito del titolo di dottore della Chiesa, oltre che venerato come santo, patrono dei teologi, degli accademici, dei librai e degli studenti.

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