8 marzo: tre vittime italiane della violenza maschile

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8 marzo: tre vittime italiane della violenza maschile

8 marzo: tre vittime italiane della violenza maschile
8 marzo: tre vittime italiane della violenza maschile

L’8 marzo, festa della donna, è anche l’occasione per ricordare alcune vittime italiane della violenza maschile e di una società sempre più misogina.

La società di oggi è una società misogina, una società in cui spesso la donna muore per colpa del marito o dell’ex compagno. Sono sempre di più le donne vittime di violenza, di abusi sia nell’ufficio, che nell’autobus o anche in casa. Sono tantissime le donne che vengono violentate, abusate, perseguitate ogni giorno senza che si possa fare nulla per cambiare la situazione.

In questo stesso giorno, in cui si dovrebbe celebrare la figura della donna, moltissime altre sono state uccise, come Ofelia, morta per un coltello nella gola dal suo fidanzato a Perugia, in quanto non voleva andare con lui all’estero. Oppure si potrebbe raccontare la storia di Tina, aggredita con un coltello nel bar che gestivano a Vigevano, oppure Daniela uccisa con cavo elettrico.

Tre donne, tutte vittime della violenza maschile e che solo in Italia, ha visto l’anno scorso, 116 casi di femminicidio. Lo stalking ha 3.5 milioni di vittime, oltre al fenomeno del cyber stalking, insieme allo stupro virtuale, sono altri dati che mostrano quanto la donna sia soggetta a violenze ogni giorno.

Una strage in cui parole come autodeterminazione e parità non dicono nulla considerando l’odio e l’astio che la donna deve subire e che dà adito a violenza, abusi, ecc.

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