Frida Khalo e le lettere d’amore segrete COMMENTA  

Frida Khalo e le lettere d’amore segrete COMMENTA  

Le lettere d’amore inedite di Frida Kahlo, scritte per l’amante segreto Josep Bartoli, sono finite all’asta lo scorso 19 aprile. Si tratta di oltre 100 pagine scritte dalla pittrice messicana tra il 1946 e il 1949. Meravigliose poesie per fare un tuffo nel romanticismo.

Anche nell’epoca delle mail e dei social network, in cui tutto è immediato, non si è persa la voglia di scrivere i sentimenti da mettere nero su bianco. La classica lettera d’amore si scrive e si continua a ricevere. Solo le parole sono di tasmettere quelle emozioni che nessun regalo può scatenare.


La mente artistica di Frida Kahlo non venne minimamnte scalfita dalle tragedie che colpirono la pittrice messicana:   la spina bifida contratta da piccola e l’incidente stradale che, appena diciottenne, la rese invalida costringendola a molteplici  operazioni chirurgiche.


Frida ha firmato queste lettere “Mara”, che si suppone fosse un diminutivo di “maravillosa” (meravigliosa), come la chiamava l’artista spagnolo Josep Bartoli  nelle bozze delle sue lettere per lei.

“Ieri sera mi sono sentita come se tante ali mi accarezzassero tutta, come se le punte delle tue dita avessero bocche che baciavano la mia pelle. Gli atomi del mio corpo sono tuoi e vibrano insieme così che ci amiamo l’un l’altra. Voglio vivere ed essere forte per amarti con tutta la tenerezza che ti meriti, per darti tutto ciò che c’è di buono in me, così che tu non ti sentirai solo. Sento di averti amato da sempre, da prima che tu nascessi, da prima che tu fossi concepito. A volte sento di aver partorito me stessa.

Dal piccolo letto su cui sono sdraiata guardo la linea elegante del tuo collo, la raffinatezza del tuo viso, le tue spalle e la tua schiena ampia e forte. Provo ad avvicinarmi a te il più possibile così che possa percepirti, per godere della tua incomparabile carezza, il piacere che è toccarti… se non ti tocco, le mie mani, la mia bocca e tutto il mio corpo perdono la sensazione. So che dovrò immaginarti quando sarai andato via. Non negarmi gli altri desideri che danno     completezza a ciò che provo per te e che può soltanto essere chiamato amore. È  l’unica cosa che esiste per me in questo momento è che ti amo.

In un mondo migliore senza ipocrisia, stupidità, miseria e tradimento… non abbandonarmi. Tienimi dentro di te, ti imploro. Voglio essere la tua casa, tua madre, la tua amante e il tuo figlio… Ti amerò dal panorama che vedi, dalle montagne, dagli oceani e dalle nuvole, dal più sottile dei sorrisi e a volte dalla più profonda disperazione, dal tuo sonno creativo, dal tuo piacere profondo o passeggero, dalla tua stessa ombra o dal tuo stesso sangue.             Guarderò attraverso la finestra dei tuoi occhi per vedere te”.

Nel 1949 Josep Bartoli partì per gli Stati Uniti, dopo la sua partenza Frida scrisse:

Mi sono sentita come se avessi perso tutto, e volevo morire. Per te ho ricominciato a vivere, a dipingere, ad essere felice, a mangiare meglio per essere forte così che tu potessi trovarmi bella, un po’ nel modo in cui ero prima, ma adesso sono di nuovo così triste che non voglio fare niente, non voglio vedere nessuno e ancora una volta sono in uno stato di solitudine che non c’è modo di descrivere.

Mio Bartoli-Jose-Giuseppe-il mio rosso, non so come si scrivono lettere d’amore. Ma voglio dirti che tutta me è aperta per te. Da quando mi sono innamorata di te, tutto si è trasformato ed è pieno di bellezza. Voglio darti i colori più belli, voglio baciarti… voglio che i nostri mondi da sogno siano uno solo. Vorrei vedere dai tuoi occhi, sentire dalle tue orecchie, sentire con la tua pelle, baciare con la tua bocca. Per vederti dal di sotto, vorrei essere la tua ombra nata dalla suola del tuo piede, che si estende lungo il terreno su cui cammini… Voglio essere l’acqua che ti lava, la luce che ti dà forma, vorrei che la mia sostanza fosse la tua sostanza, che la tua voce uscisse dalla mia gola così che tu mi accarezzassi da dentro… nel tuo desiderio e nella tua lotta rivoluzionaria per una vita migliore per tutti, voglio accompagnarti e aiutarti, amarti e nella tua risata trovare la mia gioia. Se a volte soffri, voglio riempirti di tenerezza così che tu ti senta meglio. Quando hai bisogno di me, mi troverai sempre vicino a te. Sempre aspettandoti. E vorrei essere leggera e soffusa quando vuoi restare solo.

Perdonami se tutte queste cose che ti scrivo ti sembrano stupidità, ma credo che in amore non ci sia né intelligenza né stupidità, l’amore è come un aroma, come una corrente, come pioggia. Lo sai, mio cielo, tu piovi su di me e io, come terra, ti ricevo.

Il talento di Frida Kahlo è unico, era una donna indipendente e completamente distaccata da ogni forma di convenzione sociale. Questo singolare modo di vivere si nota, non solo dalle opere dell’artista, ma anche dalla sua vita amorosa, vissuta sempre con tormento e passione.

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L’articolo è stato originariamente pubblicato sul sito Spunti di Mezzanotte, qui, con cui TPI collabora

Spunti di Mezzanotte nasce come blog nel marzo 2015 da un’idea della scrittrice italiana Elena Brenna, per raccogliere quei semi creativi che lungo il suo percorso personale l’hanno formata. Due mesi dopo, il blog viene rilanciato come sito web dedicato alla creatività e alla conoscenza più insolita. Il motto del progetto è: “Leggete, ascoltate, osservate, trasformate, create. Siate curiosi, l’intelligenza non esiste. Nasciamo tutti con le stesse potenzialità mentali, l’intelligenza è solo lo stato raggiunto da una mente curiosa”.

Elena Brenna è una scrittrice italiana ed ex fotografa. Nel 2012 ha co-fondato, e co-diretto fino al 2015, il primo quotidiano online internazionale per gli italiani a Berlino, Il Mitte. Oggi lavora come content manager & strategist per un’agenzia di comunicazione, ha pubblicato indipendentemente il suo primo romanzo, Agnes, e ha fondato il sito web Spunti Di Mezzanotte, di cui è curatrice unica. Ha la causa Lgbt nel cuore, crea suoni, traccia linee ed è un’acuta osservatrice. Seguila su Twitter: @_elenabrenna

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