A Castellammare di Stabia, Quinnicina di Luca Nasuto COMMENTA  

A Castellammare di Stabia, Quinnicina di Luca Nasuto COMMENTA  

Castellammare 1951. La vita degli Stabiesi, non era certo semplice per un periodo in cui la guerra aveva fatto scempio di radici e di gente, sovrapponendo culture,atmosfere, e lasciando come unica certezza il mare con il suo porto. Proprio per il mare lavorano tutte le genti di Stabia, dai pescatori, agli operai del cantiere navale, dai marinai alle sartorie del centro storico, dalle osterie alle case di tolleranza di fronte al porto. Tutto era mosso dalle voce sacrali, quotidiane che uscivano dai bassi. Proprio in uno di questi bassi, è ambientata la storia del drammaturgo Luca Nasuto. Un basso di Licerta, una donna Fortunatina, venditrice di barattoli di melanzane sott’olio. Quasi un rituale la preparazione di queste conserve, un rituale che Fortunatina compie fra le isterie della sorella Sciurella e il dubbio atroce sull’omosessualità del figlio Achille. Questo equilibrio diventerà instabile con l’intrusione nel basso di una giovane prostituta napoletana, una prostituta che fugge dalla quindicina per cambiare vita partendo da una famiglia che non conosce. L’autore stabiese fa uno studio antropologico sui dialetti, le nenie, le filastrocche di un popolo nato dall’incontro del mare e dei Santi, nonché da una volontà quasi trascendentale di uscire da una vita di stenti. Ma non è solo una ricerca, ma una vera sperimentazione linguistica in quanto Nasuto inventa il tessuto delle filastrocche, arricchendo il patrimonio linguistico dell’opera.


 

inizio spettacolo ore 19.00

info e prenotazioni 081 8701327

 

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