A conclusione del 150° anniversario unità d’Italia, messaggio di Alberto Valmaggia

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A conclusione del 150° anniversario unità d’Italia, messaggio di Alberto Valmaggia

Il sindaco di Cuneo Alberto Valmaggia ha inviato agli organi di stampa una lettera sulla conclusione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Il testo della lettera è il seguente: “Domenica ho tolto la bandiera italiana che, esattamente un anno fa, avevo appeso alla finestra. Per un anno ha sventolato, tante volte si è aggrovigliata, altrettante volte l’ho ripresa e liberata al vento. Ed oggi l’ho tolta e l’ho riposta perché fosse pronta per la prossima chiamata.


Sabato con un affollato e splendido concerto in Duomo, la Messa di Gloria composta da un giovane Puccini, i giovani del coro e dell’orchestra del nostro Conservatorio, con molti altri giovani delle realtà scolastiche e musicali del territorio, hanno chiuso ufficialmente le celebrazioni in città.

Sempre sabato a Roma, invitato dal Presidente della Repubblica, ho partecipato al Quirinale alla cerimonia conclusiva del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Si è chiuso così quest’anno celebrativo: 17 marzo 2011 – 17 marzo 2012.

Quale bilancio consuntivo possiamo fare e quale patrimonio ci portiamo nel bagaglio della nostra esperienza personale e collettiva?
Un bilancio sicuramente positivo, superiore alle più rosee aspettative, per il coinvolgimento dal basso attraverso il fiorire nelle associazioni, nelle scuole, nelle comunità locali di una miriade di iniziative. E proprio queste ultime, le scuole e le comunità locali, sono state ufficialmente premiate dal Presidente Napolitano per l’impegno profuso e per la vivacità delle iniziative. Una vitalità civica che nemmeno lontanamente la nostra comunità pensava di condividere con così grande entusiasmo anche solo un anno fa. Tra l’indifferenza di molti e la netta contrarietà, se non il boicottaggio, di altri abbiamo avviato lo scorso 17 marzo l’anno del 150° con la “lectio magistralis” del Prof. Rosboch e abbiamo assistito al crescere e al fiorire di iniziative che hanno visto nella scuola, nei comuni e nelle associazioni, gli enti propulsori con un desiderio di partecipazione e coinvolgimento dei cittadini imprevedibile e contagioso.

Tra i moltissimi eventi che si sono dipanati nell’anno ne ricordo solo un paio. La mostra “Italiaeuropa: lavoro e pace in 150 anni” che continua a girare, apprezzata e richiesta, per l’Italia e il cui catalogo, presentato in questi giorni, propone per il futuro questo grande e coinvolgente lavoro.

Il secondo evento è l’abbraccio caloroso e festoso al Presidente Napolitano in visita alla città lo scorso 8 ottobre per rendere omaggio agli uomini, “giovanotti”, della Resistenza e per riaffermare i valori di libertà e democrazia sanciti nella Carta Costituzionale.
A Cuneo come in tutte le altre città italiana si è vissuto uno straordinario e spontaneo risveglio di memoria storica e di mobilitazione civile ed il consuntivo sia locale che nazionale è più che positivo.
Un grande grazie ai noti e agli sconosciuti, piccoli e grandi attori di questo miracolo civile.
Come eredità di quest’anno, straordinario per certi aspetti e travagliato per altri, la cosa più importante ritengo sia l’emergere di una nuova consapevolezza. La consapevolezza di essere e di sentirsi popolo. Popolo che ha una storia importante alle spalle, popolo che può guardare al futuro fiero delle proprie capacità, dei propri valori ma, soprattutto, popolo che si sente unito e che da questa rinnovata consapevolezza trae l’energia per affrontare le nuove sfide e rafforzare la coesione sociale della nostra comunità e del Paese. Un Paese e un popolo che, ritrovatosi insieme riprende il cammino guardando a quella bandiera che per un anno è sventolata dal balcone del Municipio e che ha indicato la strada. Da Cuneo all’Italia, all’Europa”.

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