A cosa servono i consultori

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A cosa servono i consultori

Istituiti negli anni Settanta, spesso trascurati o poco capiti, i consultori stanno per avere una rinascita, soprattutto per quanto riguarda la tutela della maternità. Diffusi su tutto il territorio, queste strutture fanno parte dei servizi sociosanitari e, insieme alla medicina scolastica, dipendono dal Servizio tutela materno-infantile e dell’età evolutiva. I consultori familiari sono nati nel 1975 con un obiettivo ben preciso: tutelare la salute sessuale e il benessere riproduttivo della donna in tutte le fasi della sua vita, appoggiando la coppia e, più in generale, la famiglia, dal punto di vista medico, psicologico e sociale.

In Italia i consultori pubblici sono quasi duemila. Esiste anche una rete di consultori familiari privati, che ne comprende circa trecento, riconosciuti e quindi convenzionati con il Servizio sanitario nazionale. Sia che si tratti di consultori privati di ispirazione laica che religiosa (in genere cattolica) la funzione del consultorio è occuparsi della persona in modo globale, considerandola nel contesto familiare e territoriale.

I consultori pubblici o accreditati sono tenuti ad assistere gratuitamente tutte le donne italiane e straniere, anche se non in possesso di permesso di soggiorno, nonché i loro figli fino alla maggiore età.

L’accoglienza è in genere affidata all’assistente sociale, che ascolta le necessità della persona e la orienta ai vari servizi, ai quali si può accedere fino ai 65 anni.

Il consultorio è un servizio sanitario di primo livello: non può sostituire l’ospedale, ma può fornire una serie di prestazioni fondamentali attraverso il lavoro di diverse figure: pediatra, ginecologo, ostetrica, psicologo, assistente sanitario, assistente sociale, infermiere professionale, infermiere pediatrico. Possono essere previsti, in qualità di consulenti: il legale, il sociologo, il mediatore linguistico-culturale, l’andrologo, il dietologo e il genetista presenti nella Asl.

Il consultorio è il luogo ideale dove affrontare il “percorso nascita”. Se la gravidanza si svolge in modo normale, la donna può essere seguita in tutte le fasi, sia con le visite ostetrico-ginecologiche sia con gli esami del sangue e le ecografie, ma anche per il sostegno psicologico e sociale in caso di bisogno.

Nei consultori materno-infantili non solo vengono organizzate attività di gruppo di preparazione al parto, ma anche corsi per sviluppare il senso della genitorialità, per valorizzazione dell’affettività e delle responsabilità familiari.

In molte strutture l’accesso è libero, in altre è necessario fissare un appuntamento. Di solito non serve la richiesta del medico curante.

Il consultorio è a disposizione delle mamme anche dopo la nascita, per le visite in sede o a domicilio e gli esami post partum, ma anche per “imparare” ad allattare al seno e per seguire il corretto sviluppo del bambino, in particolare nel primo anno di vita.

Il consultorio offre un aiuto importante e concreto nella gestione della maternità, sia che si desideri un figlio, sia che si voglia evitare la gravidanza. Chi ha problemi di infertilità trova in queste strutture visite, informazioni, prescrizione di esami e consulenze sulle tecniche di procreazione assistita.

Ci si può rivolgere al personale dei consultori per ricevere assistenza in caso di interruzione della gravidanza, qui la donna verrà sostenuta nella sua scelta da assistente sociale, ginecologo e ostetrica.

Uno dei principali compiti dei consultori è diffondere la cultura della salute in tutti i suoi aspetti. Le attività organizzate sono numerose, compresi incontri ed interventi nelle scuole.

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