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A Fossano il torneo don Oreste Benzi in ricordo del fondatore della comunità
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A Fossano il torneo don Oreste Benzi in ricordo del fondatore della comunità

Sabato 8 settembre, a partire dalle 14, presso il villaggio sportivo Santa Lucia di Fossano si svolgerà il primo torneo di calcio a 5 “Don Oreste Benzi”, organizzato dall’associazione Condividere Papa Giovanni XXIII con l’intento di ricordare il fondatore della Comunità a cinque anni dalla scomparsa. Il torneo si presenta come un evento sportivo capace di unire giovani diversamente abili e non. Al termine, oltre al rinfresco, avrà luogo la premiazione delle società e degli atleti partecipanti. L’evento, patrocinato dal Comune di Fossano, è reso possibile grazie al Centro Servizi del Volontariato Società Solidale di Cuneo.
Alla competizione sportiva prenderanno parte otto formazioni: il Torino F.D. di Cervere, prima squadra con disabili patrocinata da un club professionistico che partecipa a vari tornei internazionali, l’associazione Dioniso di Mondovì, alla sua prima esperienza calcistica, il centro diurno di Fossano Il Mosaico, aderente al consorzio Monviso Solidale, il centro di salute mentale di Cuneo, presente con ben due squadre, la cooperativa sociale Il Ramo di Cuneo, l’associazione Condividere Papa Giovanni XXIII e l’associazione Vivere Sport di Chieri.

Il torneo è aperto anche a giovani che non fanno parte delle società indicate, ma desiderano partecipare all’evento; gli interessati possono telefonare al numero 348-2151852.
“Il torneo vuole essere l’occasione per trascorrere una giornata di sport senza ‘barriere mentali’ – dichiarano gli organizzatori dall’associazione Papa Giovanni XXIII – dove l’agonismo assume una dimensione più umana. Ognuno dà il massimo come può, i limiti di ciascuno non sono motivo di esclusione, anzi la diversità diventa l’ingrediente che fa crescere insieme”.
Le squadre saranno miste con giovani dai 18 ai 35 anni che si sfideranno seguendo le regole del calcio a 5, ma sempre all’insegna dell’integrazione. È per questo motivo che i normodotati presenti in campo non potranno essere più di due su cinque e non potranno segnare.
“Nel gioco e nella festa, così come nel lavoro, è possibile la condivisione con chi spesso viene messo ai margini perché meno capace”, concludono dall’associazione che a proposito ricorda ancora quanto amava dire don Oreste: “Dove siamo noi, lì anche loro”.

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