A meno di un mese da dimissioni, Bossi si ricandida segretario della Lega

Milano

A meno di un mese da dimissioni, Bossi si ricandida segretario della Lega

“Chi sbaglia paga qualunque sia il cognome che porti. Mi dimetto per il bene del movimento e dei militanti e per difendere la mia famiglia. La priorità è il bene della Lega e continuare la battaglia” con queste parole Umberto Bossi si era dimesso, il 5 aprile, quindi meno di un mese fa, dalla carica di segretario del partito lasciando la carica nelle mani del cosiddetto triumvirato (Calderoli, Maroni, Dal Lago) in attesa di nuove elezioni.

Evidentemente il fondatore della Lega, ieri, al “Lega Unity Day”, manifestazione, tenutasi a Zanica (bg) per celebrare i 25 anni dalla fondazione del partito e la rinnovata compattezza dei padani, deve aver considerato che un mesetto di penitenza potesse bastare . Ai giornalisti che gli chiedevano se fosse possibile una ricandidatura ha risposto, del tutto a sorpresa anche per lo stesso Maroni che era destinato a succedergli: “Sì, per forza, per la gente, altrimenti la gente pensa che non siamo uniti”. D’altro canto, stando alle dichiarazioni del Senatur, i fatti di cronaca emersi nello scorso mese non sarebbero neanche reati bensì errori: “Secondo me non ha rubato nessuno, non vedo ladri ma qualche errore”

Mentre si discute sull’ufficialità di questo annuncio sulla segreteria del partito, visto che non è stato dato sul palco ma in un secondo momento rispondendo a una domanda diretta, si porta avanti la nuova lotta della Lega, esposta da Roberto Maroni: “nella mobilitazione contro le politiche fiscali del governo, in particolare l’Imu, l’obiettivo più importante, se ci sara’ l’adesione di tutti i Comuni, e’ che si possa mandare a casa il governo prima dell’estate”.

Ora resta da vedere il riscontro dei comuni leghisti, chiamati a mettere in atto la protesta fiscale e soprattutto se, durante le prossime elezioni amministrative, l’elettorato prenderà per buona la ritrovata verginità politica del partito.

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