A Milano la cucina è condivisa COMMENTA  

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Se non si ha uno spazio adatto in casa propria, la soluzione c’è e arriva dall’America. Dagli Stati Uniti partono sempre le novità in qualsiasi settore. Ecco due delle tendenze che stanno prendendo piede in cucina.


1)     Dream dinners: nessuna idea per la cena e nessuna voglia di sporcare pentole e padelle? Negli Stati Uniti è fiorita la catena “Dream dinners” dove è possibile cucinare, con attrezzature professionali, fino a tre ricette preordinate sul web.

Una volta composto il menù, si possono anche congelare e consumare durante la settimana (dreamdinners.com);

2)     Forage kitchen: le regole del coworking sono state riprese in cucina.

A San Francisco, grazie ad una raccolta fondi sul web, è nata una vera e propria factory che unisce il meglio dei produttori locali a cucine professionali.

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Lì, cuochi professionisti che non hanno un posto dove cucinare possono realizzare i propri catering, oppure semplici amatori possono dare sfogo alle proprie ambizioni con attrezzature da chef o frequentare dei corsi di cucina (foragesf.com).

A Milano il ristorante è un’abitazione. Si prenota la “casa”, si fa la spesa e si prepara la cena all’interno di una vera cucina professionale. Funziona così l’esperimento milanese di “cucina condivisa”. Una volta mangiato, ci si può rilassare di fronte ad un buon film da gustare nell’home cinema. L’evento può anche essere breve: si può trascorrere qualche ora leggendo un libro o lavorando in wi-fi, sorseggiando un tè o una birra offerti dalla casa.

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