A Milito il Bidone d’Oro

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A Milito il Bidone d’Oro

Sic transit gloria mundi: è l’unico commento possibile di fronte alla notizia dell’assegnazione del Bidone d’Oro a Diego Milito. L’attaccante che solo un paio di anni fa veniva indicato come possibile candidato al pallone d’Oro, si trova oggi insignito del più beffardo dei premi, quello di cui viene gratificato ogni anno il giocatore che ha reso meno rispetto alle sue potenzialità. Un riconoscimento ben meritato, del resto, se solo si pensa a quanto è riuscito a combinare negli ultimi mesi l’argentino, tra clamorose svirgolate di fronte alla porta e occasioni da rete divorate con imbarazzante regolarità. Il mestiere dell’attaccante è uno dei più difficili e questo lo si sapeva ormai da molto. Quanti grandi cannonieri hanno attraversato fasi opache della loro carriera, alla ricerca di una rete che tardava ad avvenire? Probabilmente una infinità. La condizione mentale, la convinzione soprattutto, è la principale prerogativa del grande attaccante e quando viene meno, diventa tutto più difficile. Il caso di Milito, è però da scuola: nell’anno del “triplete”, riusciva a capitalizzare ogni pallone che capitava sui suoi piedi, anche quelli impossibili, oggi non riesce a buttare dentro la porta avversaria neanche le occasioni più facili, quelle che aspettano solo di essere sfruttate. Di conseguenza diventa del tutto plausibile un riconoscimento al contrario come quello rappresentato dal Bidone d’Oro, nel cui albo succede ad un altro illustre desaparecido del calcio mondiale, quell’Adriano che a Roma sono in parecchi a proporre, a distanza di mesi dalla sua dipartita, per una puntata di “Chi l’ha visto?”. Resta solo da sperare che, pungolato nell’orgoglio, Milito si decida a restituirci il giocatore di un paio di stagioni fa, anche se il tempo, ormai, stringe.

Diego Milito
Diego Milito

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