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A ognuno il suo

Adesso che i baronisti, casinisti, clientelisti, tronisti, lobbysti, inciucisti e scafisti sono stati allontanati (così ci vogliono far credere) dal variegato mondo del potere italiano, sia politico sia ecclesiastico che sociale, dovremmo vivere tutti più sereni, tranquilli del fatto che nessun «affarista sporco», o solo macchiato, possa nuovamente minacciare la nostra vita, le scelte di ognuno e le proprie convinzioni. Papi abdicanti, Cavalieri disarcionati e banchieri politicizzati del Monte Paschi Siena, amici di amici e inclini al «Mo’tefotto», pare siano stati consigliati, altri condannati, a lasciare il palcoscenico della dura vita cotonata. Sembrava che avessimo risolto tutti i nostri problemi e invece all’improvviso ecco spuntare il pollice verso, nei confronti dell’Italia: è la Corte di Strasburgo, la quale ci “consiglia vivamente” di risolvere la situazione del sovraffollamento carcerario entro maggio 2014 – una situazione deplorevole e incivile quella detentiva nel nostro Paese –. Purtroppo, come già scrissi, sembra che chiunque riesca a spacciarsi migliore di noi italiani, alzando la Coppa della Morale sapendo di vincere facile.

Mi viene in mente quello che diceva il saggio di mio nonno: «Il più pulito di noi ha la scabbia!», insegnandomi che chi punta il dito verso qualcuno, ne ha almeno tre della stessa mano puntati contro di lui.

Così ho voluto seguire quei consigli, provando a capire se gli altri sono meglio di noi, partendo dal Parlamento Europeo e dal suo insignito “dormiglione” Miroslav Ransdorf (foto sopra) il quale, senza troppo curarsi, ha beatamente dormito sui banchi del Parlamento sotto gli occhi di milioni di persone, ma non era solo, con lui, nel dolce dormire, c’era un altro amichetto di nanne al momento infrattato in un letargo da migliaia di euro. E le spiatine statunitensi di Edward Snowden, il monello che ha imbarazzato la Cia, secondo solo a Daniel Ellberg e Bradley Manning ce le siamo dimenticate? Veri voyeur della Rete mondiale. Per rimanere in territorio americano, che dire delle armi chimiche le quali, stando a fonti Cia (vedi art: Siria, e le armi che arrivano da lontano 8 maggio 2013 ndr), sarebbero state vendute e spartite al confine della Turchia scegliendo chi erano i buoni e i cattivi?

Anche gli irlandesi non hanno comunque brillato di etica nel loro Parlamento: Tom Barry (foto a sinistra) ha pensato bene di prendere con forza una collega e di farla sedere sulle sue gambe simulando un delicato rapporto, sbagliando i tempi e scandalizzando l’intera nazione dal momento che l’intero Parlamento stava votando a favore della legge sull’aborto.

Ma continuiamo. Parliamo di Cina e delle ingenti fortune accumulate da Xi Jinping, all’epoca dei fatti vice presidente cinese, e del Primo ministro uscente Wen Jiabao, acerrimo nemico di Bo Xilai. I proventi illegittimi dei due amiconi sono al momento al vaglio degli inquirenti cinesi. Per non parlare dello scandalo della carne di topo – sempre in Cina – spacciata per manzo. Udite udite: «C’è persino la bionda Svezia nei tanti scandali venduti per errori». In un registro custodito segretamente, arrivato ai giudici solo poco tempo fa, vi erano schedate oltre 4.000 persone di etnia rom, elencate illegalmente (per costituzione). A commettere il fatto non è stato qualche esaltato, appartenente a sette segrete ariane o teutoniche inneggianti Odino, ma bensì la polizia.

Questi sono solo alcuni esempi di alcuni scandali esteri, senza dovere a tutti i costi stereotipare un Paese. Rimane il fatto che ovunque si commettano atti illegali, scandali o ruberie varie, la differenza è che nel resto del mondo la maggior parte delle volte sono chiamati con una lingua che per natura è melodica, l’inglese, illudendoci che una parola che finisca per «gate» sia meno subdola e ci faccia pensare ad un pollice dritto, alla Fonzie, mentre noi italiani l’unico pollice che mostriamo gli altri rimane in casa nostra, tra amici: quello del “mi piace” su Facebook.

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