A Pomigliano è guerra tra poveri! COMMENTA  

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Il Lingotto ha annunciato di voler mettere in mobilità 19 operai per riassumere gli altri 19 iscritti Fiom di Pomigliano d’Arco imposti dalla sentenza della Corte d’appello di Roma , ed è subito “rappresaglia”
Marchionne ha precisato di essere costretto a tale mossa a causa della crisi, della congiuntura internazionale e della flessione dei mercati, e visto che l’organico a Pomigliano è più che sufficiente, l’unico modo per risolvere la situazione è quello di barattare gli uomini.

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In questo modo ha lasciato ai 2146 dipendenti della newco, nata dal ricatto della “vecchia” Pomigliano, il compito di risolvere internamente la questione, scatenando così una guerra tra poveri nello stabilimento Giambattista Vico: metalmeccanico contro metalmeccanico.

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Una settimana fa alcuni operai avevano fatto girare una petizione contro il reintegro degli iscritti alle tute blu.
Mario di Costanzo ( uno dei 19 Fiom che dovrà essere reintegrato) ha polemizzato : ” E’ proprio una vergogna, Marchionne non perde l’occasione per cercare di dividere i lavoratori.

Adesso dichiara anche guerra alla magistratura per far pesare sui giudici la situazione che si sta creando” Poi ha aggiunto: “Pare voglia farci pesare quello che lui sta mettendo in atto , per dimostrare di essere il più forte e l’unico che debba prendere decisioni, anche a discapito delle leggi”
Giorgio Airaudo, segretario nazionale Fiom parla ancora più chiaro: “Si tratta di una procedura chiaramente ritorsiva, antisindacale, illegittima, perchè i motivi addotti nella nota resa pubblica da Fiat non giustificano nessun licenziamento, anche in considerazione del fatto che l’azienda ha firmato un accordo nel quale assumeva l’impegno a riassumere tutti i lavoratori di Pomigliano”
Anche i politici si sono schierati contro Marchionne, persino quelli che lo avevano sostenuto tacitamente durante il referendum-ricatto del 2010.

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