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A quanto è salito lo spread
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A quanto è salito lo spread

Mercati nervosi e lo spread torna a salire

Seduta all’insegna del nervosismo per il mercato obbligazionario italiano. Fin da subito si è assistito a una tendenza all’allargamento del differenziale del decennale tricolore rispetto all’equivalente tedesco, tendenza che è proseguita per tutta la seduta. Da un iniziale 354 lo spread Btp/Bund è infatti salito fiono a 366 punti base (nell’imminenza delle decisioni della Bce in tema di tassi, poi lasciati invariati e dell’asta spagnola) per poi rientrare momentaneamente sotto quota 360 e chiudere infine sui massimi a 366 punti, 15 punti sopra il minimo di giornata. Il rendimento è salito al 5,01%.
Insomma il morale dei mercati torna basso il giorno dopo la rielezione di Obama, con il riaccendersi delle preoccupazioni per il fiscal cliff e la perdita del rating tripla A, ma soprattutto, per quanto riguarda i fatti europei, le indecisioni della Spagna in merito a una richiesta di aiuti e le parole del presidente della Bce Mario Draghi, che prevede una crescita asfittica nell’Eurozona anche nel 2013.

In rialzo anche lo spread tra Bonos spagnoli e Bund, a 453 punti per un tasso del 5,88%. Proprio la Spagna tra l’altro in giornata ha collocato 4,763 miliardi di euro di bond sulle scadenze 2015, 2018 (nuovo benchmark quinquennale) e 2032, quindi più di quanto previsto dal range d’offerta iniziale di 3,5-4,5 miliardi. Ma nel complesso l’asta è stata debole, con prezzi al di sotto di quelli di mercato.
Tornando alla debolezza della crescita europea, il governatore Draghi ha invitato i governi a ridurre gli squilibri fiscali e strutturali, a effettuare le necessarie riforme perché è vero che l’Eurotower è pronta ad attivare il piano di acquisto dei titoli di Stato dei Paesi in difficoltà che aiuterà a evitare scenari estremi e a ridurre le preoccupazioni sulla materializzazione di forze distruttive, ma il piano non sarà mai attivato senza condizionalità. E qui entra in scena la Grecia, la principale malata europea.

I nuovi tagli approvati dal Parlamento greco (tagli di spesa per 13,5 miliardi di euro nei prossimi due anni e riforma del mercato del lavoro) sono per Draghi un passo molto importante. Ma, come si è affrettato a dichiarare Simon O’Connor, il portavoce del commissario europeo agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, non sono sufficienti, da soli, a garantire che l’Eurogruppo approvi lunedì prossimo l’esborso di 31,5 miliardi della nuova tranche del prestito del fondo di salvataggio dell’Eurozona alla Grecia. Cruciali sono anche le decisioni che il Parlamento greco prenderà domenica prossima sul bilancio del 2013.
L’Europa dunque vuole più certezze, col risultato che i ministri delle Finanze dell’Unione europea potrebbero ritarare fino al 30 novembre la decisione sull’erogazione della prossima tranche di aiuti da 31,5 mld euro a favore della Grecia, come ha dichiarato un funzionario dell’Unione europea, prolungando l’agonia del Paese ellenico e dei mercati.

Quanto ai singoli bond, sul merato dei titoli di stato i migliori sono risultati il BTPI-15ST14 2,15% (+0,11%), il CTZ-31GE14 ZC (+0,06%) e il BOT-14FB13 A ZC (+0,03%), mentre i peggiori sono stati il BTP-1AG39 5% (-0,88%), seguiti dal BTP-1ST40 5% (-0,86%) e dal BTP-1MG31 6% (-0,81%).

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