A uccidere i pescatori indiani furono i marò COMMENTA  

A uccidere i pescatori indiani furono i marò COMMENTA  

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Trivandrum – Arrivano cattive notizie dall’india per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò accusati dell’omicidio di due pescatori indiani, nell’ambito di un’operazione antipirateria.

Secondo le perizie effettuate sulle armi in dotazione ai militari italiani, sarebbero stati i due accusati a sparare. La notizia è riportata dal “The Times of India”. Era il 15 febbraio quando, al largo delle coste del Kerala, i militari a bordo dell’Enrica Lexie aprirono il fuoco, secondo le procedure, contro un’imbarcazione che si era avvicinata troppo al mercantile.

Secondo i militari, quell’imbarcazione rappresentava una minaccia e, nonostante gli avvertimenti, proseguì nella manovra di avvicinamento verso la Lexie. Solo dopo alcune raffiche sparate con fucili Beretta ARX 160, l’imbarcazione sospetta si allontanò.

Gli italiani hanno sempre respinto ogni responsabilità asserendo che i colpi sparati, come da procedura, furono sparati in acqua. Versione che, alla luce della perizio effettuata sulle armi, sarebbe smentita.

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C’è da chiedersi, a questo punto, perché dopo la prima raffica di avvertimento, il peschereccio non ha invertito la rotta? Si trattava di semplici pescatori? I due marò hanno effettivamente rispettato la procedura? La perizia effettuata sulle armi è attendibile? Sono ancora molti i punti oscuri da chiarire in questa vicenda.

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