Se la prostituzione è un problema dilagante e quasi incontrollabile in molti Paesi, se non altro c’è chi si arrangia per rendere più vivibili i quartieri in cui viene esercitata. Sul modello olandese e tedesco, approdano a Zurigo i cosiddetti “box del sesso”: posteggi discreti, protetti da pannelli alti un paio di metri, in cui i “fruitori” del servizio potranno appartarsi con le proprie auto in totale riservatezza.
In un Paese come la Svizzera, in cui la prostituzione è legale purchè non sia connessa a reati tra cui la tratta di esseri umani, il problema essenziale era trovare una soluzione ai numerosi reclami che i residenti prossimi ai quartieri a luci rosse inviavano alle autorità. Estenuati dal baccano e dall’aspetto indecoroso di certe aree, gli abitanti di Zurigo hanno convinto il comune ad abbracciare il “modello di Utrecht” e a spendere circa 400mila euro per l’installazione di dieci box. Questi speciali “garage” saranno anche riforniti di distributori automatici di preservativi e di una caffetteria con snack-bar. Come dire che se il problema non si può risolvere alla radice, per lo meno si tiene sotto controllo nascondendo il suo aspetto esteriore più sconveniente.











