Abercrombie, un errore costa dieci flessioni

Cronaca

Abercrombie, un errore costa dieci flessioni

E’ difficile immaginarsi sul posto di lavoro distesi e con le braccia flesse, davanti al proprio capo, per rimediare agli errori commessi. Ma se il nostro ufficio è un negozio, e il negozio in questione Abercrombie, nulla ci sembrerà così fuori dall’ordinario. L’ultima trovata, però, ha davvero dell’incredibile. Secondo quanto comunicato da una mail inviata dal responsabile del settore “Loss and prevention” – dipartimento che all’interno dello store è preposto alla garanzia della sicurezza e del controllo delle merci – dell’unico punto vendita di Milano, ogni errore deve essere scontato con dieci flessioni:”Da oggi ogni volta che faremo un errore – radio non presidiata, compiti non eseguiti o non completati – dovremo eseguire dieci flessioni. Squat per le donne. Questo ci porterà un grande risultato: impareremo dai nostri errori”.

Quello in questione, comunque, è solo l’ultimo dei numerosi diktat imposti ai commessi di Abercrombie: ai ragazzi è infatti proibito tagliare i capelli a spazzola o in stile militare, portare le basette lunghe o la barba incolta, mentre alle ragazze truccarsi – è ammesso un lieve cenno di rimmel – e laccarsi le unghie, che non devono superare i due millimetri di lunghezza.

Graziella Carnieri, segretario generale Filcams Cgil di Milano, sta analizzando seriamente la politica adottata dal noto marchio di abbigliamento e non sembra dissimulare le proprie perplessità: “Siamo entrati da poco in Abercrombie.

La nostra impressione è che la dignità delle persone in alcuni casi sia stata messa in discussione. Lo abbiamo segnalato alla proprietà, che si è impegnata a intervenire. Certo se questo è il modello americano, abbiamo poco da imparare”.

Maurizio Salerno

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