Abusivismo edilizio, 64enne muore mentre gli abbattono casa

Cronaca

Abusivismo edilizio, 64enne muore mentre gli abbattono casa

Ruspa
Ruspa in azione

Tragedia dell’abusivismo edilizio a Campolongo, in provincia di Salerno, dove un uomo è morto di crepacuore vedendosi demolire la casa. Senatore locale ALA si dimette per protesta.

L’episodio e il cordoglio del sindaco

Demolizione edilizia

Tragedia causata dall’abusivismo edilizio lo scorso sabato 17 giugno a Campolongo, frazione di Eboli, in provincia di Salerno. Un uomo, Salvatore Garofalo, 64 anni, pensionato, è morto di crepacuore mentre stavano iniziando i lavori di demolizione della sua casa con la recinzione del cantiere. La vittima, sposata e con una famiglia numerosa, viveva con un sussidio statale a seguito del trapianto di un rene. La sua non era l’unica abitazione abusiva nella zona: ce ne sono altre 11. Sentimenti di cordoglio per quanto è accaduto, sono stati espressi dal sindaco di Eboli, Massimo Cariello, che ha dichiarato: “E’ un grande dolore per tutti noi. Abbiamo ereditato una situazione di abusivismo edilizio drammatico”. L’episodio naturalmente non ha mancato di scatenare reazioni da altri esponenti politici locali, come il senatore di Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (ALA) Ciro Falanga, che ha annunciato le proprie dimissioni, come aveva già minacciato di fare, se il disegno di legge sulle demolizioni del quale era stato primo firmatario, non fosse stato approvato entro l’estate.

Le dimissioni del senatore ALA

“Mentre veniva demolita un’abitazione a Eboli il proprietario della casa in cui viveva con la moglie e tre nipotini minorenni è morto d’infarto – ha detto Ciro Falanga – Dalla politica sorda alle esigenze dei più deboli io mi allontano.

Uno speculatore o un camorrista non muoiono d’infarto se gli abbattono una casa. Un operaio invece muore dal dolore“. Così ha dichiarato, annunciando di non voler più essere senatore.

Pensionato

“Il provvedimento che avrebbe evitato quella demolizione e la relativa tragedia che ne è conseguita – ha aggiunto – è all’esame della Commissione Giustizia della Camera, dove con solerzia la Presidente Ferranti l’ha calendarizzato per questa settimana. Il M5S ha negato un rapido esame del provvedimento attraverso la sede deliberante con evidenti scopi ostruzionistici, nonostante il testo abbia già avuto il via libera dai due rami del Parlamento”.

“Non posso accettare che nonostante il duro lavoro di anni nell’interesse di persone in difficoltà la gente inizi a morire a causa del mero calcolo parlamentare di qualche gruppo che fa dell’essere contro sempre e comunque la propria unica bandiera.

Crepacuore

Annuncio pertanto le mie dimissioni da Senatore della Repubblica che consegnerò domani al Presidente Grasso, ritenendo inaccettabile che su temi dal grande impatto sociale come questo prevalgano gli interessi politici su quelli dei cittadini.

E’ un modo di fare becero dal quale sento di prendere con vigore le distanze”, ha concluso l’ormai ex senatore campano.

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