Accettare anche i propri difetti: l’effetto boomerang di #dontjudgechallenge

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Accettare anche i propri difetti: l’effetto boomerang di #dontjudgechallenge

Doveva essere una sorta di campagna volta ad accettarsi come si è, anche con i propri difetti, nata dopo la pubblicazione del video della beauty blogger Em Ford che si era mostrata truccata e senza trucco, rivelando l’acne. Ne è nato un hashtag #dontjudgechallenge attraverso il quale migliaia di teenagers, sfidati da Em Ford, hanno pubblicato su Twitter e Pintertest le loro foto ‘imbruttite’ per poi rivelarsi come sono effetttivamente.

Una sorta di gioco per la verità considerato che rimosso la ‘maschera da brutti’ la maggior parte dei partecipanti appariva con un video perfetto e, almeno a livello estetico, senza problemi. La campagna è infatti divenuta virale con almeno un milione e settecentomila utenti tra i 12 ed i 16 anni che hanno utilizzato l’hashtag o la sua versione sgrammaticata #dontjudgechallange postando immagini di loro stessi mascherati nei modi più improbabili, perchè l’aspetto non dovrebbe mai essere giudicato.

L’effetto però da virale si è trasformato in boomerang in quanto poi nella realtà questi adolescenti non avevano alcun problema estetico di sorta.

Ne sono così nate alcune polemiche contro l’hashtag e la campagna virale da parte di altri giovani ma anche di adulti che hanno detto: “Come potete aspettarvi che le persone diventino più sicure di loro se con questi tweet vi prendete gioco di loro e delle loro insicurezze. Sapete davvero cosa significa essere brutti?. Questa sfida è la cosa più stupida che esista. Persone attraenti che si dipingono la faccia e che ti dicono: vedi sono bello”. Lo scopo dell’iniziativa è stato dunque messo in discussione..

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