Accolte alcune tesi italiane nella nuova bozza europea

Economia

Accolte alcune tesi italiane nella nuova bozza europea

Van Rompuy
Van Rompuy

L’offensiva diplomatica di Mario Monti, inizia a dare il suoi risultati. Come è noto, la discussione della bozza europea verte su una serie di punti che possono dare un senso oppure un altro alla stessa, in base al loro accoglimento. Per quanto concerne l’Italia, la sua opera di convincimento nei confronti della pattuglia “rigorista” (Germania e paesi nordici), riguarda soprattutto l’ slittamento dell’entrata in vigore delle regole sul rigore. In base alla prima formulazione, il nostro paese, chiedeva che l’entrata in vigore della normativa scattasse a partire dal primo gennaio 2013. Questo punto è stato accolto e nella nuova formulazione del trattato, è stata fissata proprio quella data, mentre i parametri più stringenti per l’abbattimento del debito pubblico saranno operativi dal primo gennaio dell’anno successivo ovvero dal 2014. Le regole vengono inoltre sospese in caso di recessione. Restano anche le attenuanti per la riduzione del debito, essenziali per l’Italia che senza un ammorbidimento del criterio sarebbe costretta a tagliare circa 40 miliardi l’anno con il rischio di affondare definitivamente la ripresa economica e di sollevare tensioni sociali fortissime. Nel testo consegnato ieri sera dal presidente del Consiglio europeo Van Rompuy ai leader, salta poi la procedura per debito eccessivo che avrebbe portato a sanzioni automatiche per i paesi che non riusciranno a tagliare in modo sufficiente il loro debito. Nella precedente bozza, i governi potevano denunciare i paesi che non applicavano le regole previste dall’accordo fiscale di fronte ai giudici del Lussemburgo. Nel nuovo testo, invece, la possibilità di denunciare riguarda solo i governi che non avranno inserito nella loro costituzione l’obbligo di azzerare il deficit. L’altro punto su cui si era battuta l’Italia è quello che riguarda l’abbattimento di tutte le barriere in ambito Ue per i cittadini e le aziende che vogliano operare all’estero. E’ un punto sul quale si è speso personalmente Monti, per il quale è questa l’unica ricetta per rilanciare l’economia a costo zero in un momento in cui le casse pubbliche dell’Eurozona sono desolatamente vuote. Ad opporsi in maniera risoluta sono stati soprattutto i tedeschi, contrari ad un allargamento del trattato a temi estranei al rigore. Al trattato si potranno unire tutti i paesi che lo richiederanno, grazie ad un paragrafo scritto appositamente per la Gran Bretagna sino ad ora autoesclusasi dalle nuove regole, per darle modo di tornare sui suoi passi qualora ripensasse la sua politica e ammorbidisse il suo atteggiamento.

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