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Accordo Pac a Bruxelles, Agrinsieme avrebbe voluto una riforma più coraggiosa
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Accordo Pac a Bruxelles, Agrinsieme avrebbe voluto una riforma più coraggiosa

L’accordo raggiunto a Bruxelles, conclude sul piano politico il lungo negoziato Pac. Agrinsieme (il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane) conferma la valutazione più volte espressa: “Avremmo voluto una Pac più coraggiosa per promuovere il riequilibrio e lo sviluppo di un’agricoltura che sappia coniugare produttività e sostenibilità. Una riforma che è, tuttavia, fortemente migliorata rispetto alle prime proposte della Commissione Ue, grazie all’azione del Parlamento europeo e delle Organizzazioni agricole”.
Gli accordi confermano la riduzione del budget complessivo, e per l’Italia in particolare il taglio per i pagamenti diretti, per il meccanismo della cosiddetta convergenza esterna si attesta (a prezzi costanti 2011) intorno al 18 per cento. “Ora auspichiamo – afferma Agrinsieme – l’approvazione rapida dei regolamenti, in modo da avere un maggiore quadro di certezze e soprattutto l’avvio di un approfondito confronto in Italia per definire i numerosi aspetti da dirimere a livello di stato membro. Ai tanti aspetti applicativi individuati con gli accordi di giugno (imprenditore attivo, eventuali criteri di regionalizzazione e convergenza, aiuti accoppiati), dopo l’intesa si aggiungono quelli relativi all’applicazione della degressività e/o del cosiddetto pagamento redistributivo per i primi ettari, che non potrà essere inferiore al 5 per cento del budget complessivo e la possibilità di trasferimento dei fondi tra i due pilastri.

“Sono anche questi aspetti importanti che – conclude Agrinsieme – vanno attentamente analizzati e definiti di concerto con le Organizzazioni di rappresentanza delle imprese”. “Ci auguriamo che nel corso dei numerosi passaggi che condurranno all’applicazione concreta della nuova Pac sui singoli territori ci siano le dovute attenzioni alle peculiarità delle produzioni, declinando le misure definite da Bruxelles con buon senso e attenzione alle caratteristiche delle diverse tipologie di agricoltura”, spiega Roberto Abellonio direttore di Confagricoltura Cuneo.

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