Addio ai rifiuti nucleari? COMMENTA  

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Myrrha cutawayRealizzato in Belgio il prototipo di un reattore basato su un modello completamente nuovo: se i test dovessero dimostrarsi positivi, sarebbe un balzo in avanti nella ricerca di nuovi e più efficienti modalità di gestione dei rifiuti nucleari.

Conosciuto come Guinevere, il sistema è a supporto di un progetto per un modello ancora più grande che porterà il nome di Myrrha (Multipurpose Hybrid Research Reactor for High-tech Applications). Assemblato dal Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica francese, Guinevere è ospite del Centro per la Ricerca nucleare (SCK-CEN) belga di Mol, a 50 chilometri da Anversa. A sostenere il progetto, la Commissione Europea e una dozzina di laboratori dell’intera UE.

Secondo la terminoogia nucleare, un reattore viene classificato come critical state (stato critico) se la catena di fissione si auto-alimenta e ogni reazione ne segue un’altra.  Supercritical fa invece riferimento al fatto che il numero dei processi di fissione è in aumento. Il processo contrario – numero in diminuzione – viene etichettato subcritical.

Guinevere rientrerebbe in questa ultima categoria, se non fosse per il fatto che è accoppiato ad un acceleratore in grado di mandare un flusso costante di protoni verso un bersaglio. Colpito dalla scarica di protoni, il bersaglio emette neutroni che, a loro volta, innescano il processo di fissione.

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Secondo SCK-CEN, "questo tipo di reattore è molto sicuro perché la sezione del reatore fa affidamento su un acceleratore di particelle: se questo viene spento, il reattore si fermerà immediatamente”.

Guinevere è anche in grado di fornire un seguire il classico schema di criticality, scatenata da una fonte di neutorni nel cuoe del reattore e manenuta da una geometria del reattore e da modalità operative del suo sistema di raffreddamento. Questo modo di operare è stato in effetti iniziato nel febbraio dello scorso anno.

La disponibilità di potenza del prototipo è molto limitata: il suo utilizzo è per soli scopi scientifici e didattici, per arrivare ad una completa padronanza delle sue operazioni e dei suoi meccanismi. Una conoscenza che servirà per lo sviluppo del modello più grande, Myhrra, entro il 2023.

Myrrha potrà produrre radioisotopi è silicio drogato, ma le sue funzionalità nell’ambito della ricerca saranno particolarmente utili per investigare il processo di trasmutazione. Questo avviene quando a certi isotopi radioattivi con lunghi periodi di dimezzamento viene agganciato un neutrone che li trasforma in un isotopo di tipo diverso, in grado di degradare molto più velocemente verso uno stato stabile senza emissione di radioattività. Se realizzato su scala industriale, il processo di trasmutazione potrebbe semplificare enormemente la gestione dei rifiuti radioattivi.

Il finanziamento dell’intero progetto, Guinevere e Myrrha, è stimato in circa 960 milioni di euro. Il 40% è a carico del Belgio. SCK-CEN sta cercando di costituire un consorzio internazionale per garantire la disponibilità di ulteriori finanziamenti. Accordi sono in corso di definizione, per esempio, con la Accademia Cinese delle Scienze.

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