Adesso Bonanni apre alla riscrittura della norma sui licenziamenti economici

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Adesso Bonanni apre alla riscrittura della norma sui licenziamenti economici

Raffaele Bonanni
Raffaele Bonanni

Forse l’aria di bufera incombente, comincia a far riflettere la Cisl e il PD, il sindacato e il partito che si sono esposti maggiormente in appoggio a Mario Monti in questi mesi. Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, dopo aver dato forse troppo frettolosamente il suo placet alla norma sui licenziamenti economici, oggi afferma che si sta lavorando per cambiarla: “Anche noi vogliamo cambiare la norma. E’ quello su cui ci stiamo impegnando in queste ore. Anche noi vogliamo il modello tedesco. Speriamo che con il sostegno del Pd, lo otterremo e chiariremo tutti insieme ai lavoratori la bontà delle soluzioni che abbiamo trovato” afferma Bonanni, nel giorno in cui però, Confindustria sceglie la linea dura. La leader della organizzazione datoriale, Emma Marcegaglia, afferma infatti a sua volta: “Qualsiasi ipotesi di indebolimento di questa posizione, su cui il presidente Monti ha preso una posizione molto chiara dicendo che la discussione è chiusa, per noi sarebbe inaccettabile”. La leader di Confindustria, non esita tra l’altro ad attaccare la Cgil: “La riforma dell’articolo 18 ci porterà Semplicemente ad essere più in linea con l’Europa” Quale sia l’idea di Europa della Marcegaglia, però, non è dato sapere, visto che il licenziamento facile non esiste nei paesi con cui dobbiamo concorrere.
Da rilevare, nella giornata di oggi, un intervento di monsignor Bregantini, capo-commissione Cei per il Lavoro, sulla riforma che ha preso il nome da Elsa Fornero: “Il lavoratore non è una merce.

Non lo si può trattare come un prodotto da dismettere, da eliminare per motivi di bilancio. Servivano più tempo e più dialogo.” In una intervista rilasciata a Famiglia Cristiana, lo stesso Bregantini dice una cosa su cui è difficile non convenire, proprio a proposito della norma sui licenziamenti economici: “In politica, l’aspetto tecnico sta diventando prevalente sull’aspetto etico. La modalità con cui è ipotizzato il licenziamento economico potrebbe rivelarsi infausta. Nemmeno il giudice può intervenire ed é facilissimo che si arrivi in tutto il Paese a un clima di paura generalizzata”. Monsignor Bregantini si dice infine “dispiaciuto” nel vedere la Cgil esclusa dalla riforma: “Un fatto che viene quasi dato come scontato, quasi che il primo sindacato italiano per numero di iscritti non sia una cosa preziosa per una riforma del lavoro”.
E della esclusione in proposito deve tener conto il Partito Democratico. Lo stesso Enrico Letta, che era stato tra i primi a sostenere all’interno del partito la necessità di votare comunque la riforma, deve essersi accorto dei mal di pancia interni se oggi, a sole 24 ore dalle dichiarazioni rilasciate a caldo, afferma in una intervista al Financial Times: “Occorre lavorare per trovare compromessi sull’articolo18 in parlamento, superare lo stallo con il sindacato e preservare l’unità del partito.

E’ necessario farlo perché se collassa il PD collassa anche il governo. Per far funzionare questo strano esperimento, il partito democratico deve rimanere un pilastro dell’unità”. Insomma, i giochi potrebbero riaprirsi a breve.

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