Adolescenti e cellulari: un pericolo sottovalutato COMMENTA  

Adolescenti e cellulari: un pericolo sottovalutato COMMENTA  

C’erano una volta i tempi in cui le mamme avrebbero pagato oro per regalare un telefonino ai propri figli e potersi mettere in contatto con loro: sai che vitaccia marinare la scuola. I “poveri” alunni sarebbero impazziti di fronte alla limitazione della loro libertà. Sarà trascorso meno di un ventennio, ed il mondo si è rovesciato. Oggi sono gli adolescenti a non poter fare a meno della telefonia mobile. Il pericolo non è tanto quello di battere i piedi con i propri genitori per adeguarsi alle nuove tecnologie, bensì quello di andare incontro ad una vera e propria malattia. Si chiama nomofobia, è ben conosciuta dai teen agers del terzo millennio che però paiono essere poco preoccupati dal rischio di caderne vittime. Abbreviazione di “no-mobile fobia”, il “morbo” in questione produce ansia, se non terrore: quello di rimanere senza la possibilità di mettersi in contatto con il mondo anche solo per una giornata. Il problema viene riportato alla luce dai dati del settimanale belga Dh che riporta un dato in arrivo dal Regno Unito dove il 66% dei “consumatori” di telefonia mobile di età adulta si definiva “piuttosto angosciato” all’idea di perdere il proprio cellulare mentre la percentuale saliva al 76% per la fascia d’età tra i 18 ed i 24 anni, per non parlare dell’ampia fetta di ragazzi tra i 15 ed i 18 anni che ritiene impossibile trascorrere più di una giornata senza cellulare. Nulla di sorprendente visto che tra le poche industrie che non stanno risentendo della crisi mondiale sono proprio quelle che si rincorrono tra offerte sempre più vantaggiose per l’invio di sms o telefonate a prezzi di saldo.


Fuori dai numeri, la deriva è preoccupante proprio perché riguarda la fascia d’età tradizionalmente più delicata, che meriterebbe ben altro supporto da parte dei genitori. Ma da cosa deriva questa corsa all’ultima tecnologia, destinata a peggiorare a breve tra ipad e fratellini vari che devono ancora nascere? Non certo dalla volontà di tenersi aggiornati sul mondo, o solo in minima parte, bensì dalla consueta competizione che s’instaura tra coetanei adolescenti, e che ha contraddistinto ogni epoca: dal Commodore 64, prima “necessità” dei bambini anni ’80, ai capelli ingellati fino al Nintendo e via così. Ogni ultima scoperta è sempre sembrata la migliore, quella indispensabile per stare al passo con gli amici e non sentirsi emarginati. Ma se un videogioco rimane sempre un videogioco, i pericoli insiti nel consegnare un cellulare ad un minorenne sono fin troppo evidenti, soprattutto se questi possono connettersi ad internet ed ai mille pericoli contenuti nella rete. Il tutto nella quasi totale indifferenza dei genitori che, contenti per poter “rintracciare” i figlioli in ogni momento, ignorano ciò a cui essi possono andare incontro. Una volta gli educatori se la prendevano con la televisione ed i cartoni animati, veri “baby sitter” per ragazzi spesso abbandonati davanti ai loro eroi della tv per interi pomeriggi. Oggi quella realtà viene rimpianta. Ed il pericolo vero è che, un giorno neppure troppo lontano, pure i cellulari passino di moda in nome dell’ultima, pericolosa scoperta tecnologica. Salvate i nostri bambini.

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