Adozioni gay: riconosciuta la stepchild adoption per coppia di donne a Roma COMMENTA  

Adozioni gay: riconosciuta la stepchild adoption per coppia di donne a Roma COMMENTA  

Adozioni gay: riconosciuta la stepchild adoption per coppia di donne a Roma

Il tribunale di Roma ha riconosciuto la stepchild adoption alla madre non biologica in una coppia di donne lesbiche. La bambina è nata attraverso la fecondazione eterologa.


Avrà legalmente due mamme la piccola avuta da una coppia di donne romane. Il tribunale di Roma ha riconosciuto anche all’altra madre, quella non biologica, il diritto di essere genitore, rendendo definitiva la stepchild adoption. La coppia – formata da una giornalista e una scrittrice – ha condotto una battaglia legale durata due anni, ma adesso può finalmente tirare un sospiro di sollievo.


La pronuncia della Corte d’Appello di Roma arriva a poca distanza da un’altra storica decisione relativa alle coppie omosessuali. Solo quattro giorni fa, infatti, il tribunale dei minori di Firenze aveva riconosciuto l’adozione, avvenuta in Gran Bretagna, di due fratellini da parte di due uomini italiani ma residenti nel Regno Unito.


La stepchild adoption è stato uno dei nodi del contendere al momento della discussione in Parlamento della legge sulle unioni civili. E, proprio per le polemiche suscitate, era stata stralciata dal provvedimento. La sentenza di oggi rappresenta un tassello importante per le coppie omosessuali, perché il procuratore generale ha deciso di non ricorrere in Cassazione, accettando quanto era stato deciso nel settembre del 2015 dalla sentenza di primo grado. Cioè che la bambina ha un rapporto consolidato con la mamma non biologica e ha diritto a esserne figlia a tutti gli effetti, così come la madre ha diritto a essere genitore della piccola anche legalmente e non solo di fatto.

L'articolo prosegue subito dopo


Le due donne romane sono state rappresentate dagli avvocati Titti Carrano, Silvia Menichetti e Cecilia Adorni Bracces. Grazie al riconoscimento della stepchild adoption, la madre non biologica della bambina potrà godere dei pieni diritti spettanti a un genitore, come quello di andare a prendere a scuola il proprio figlio senza bisogno di un’apposita delega, o quello di inserire il minore nei propri documenti e viaggiare con lui.

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*