Adventure per l' Atari 2600: un videogioco che mi ha conquistato - Notizie.it
Adventure per l’ Atari 2600: un videogioco che mi ha conquistato
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Adventure per l’ Atari 2600: un videogioco che mi ha conquistato


E’ tutta colpa di un quadrato.

Uno dei videogiochi che ha segnato il mio destino con i joystick, piattaforme direzionali e pulsanti dalla A alla Z, è stato Adventure per Atari 2600.

Erano gli anni ottanta e un bambino era rannicchiato davanti al televisore di un amico intento a mostragli il suo regalo di Natale: la console di Atari e una pletora di giochi. Ad oggi, ricordo solo Adventure.

Secondo gli standard odierni, il gioco e la sua grafica erano ridicolmente semplici. L’eroe che ho guidato intorno con il joystick è solo un quadrato. La mia sfida consisteva nel trovare il Calice e riportarlo al castello d’oro. Per farlo, il mio quadrato vagava intorno a un paesaggio di altri castelli (bianchi e neri), vestiboli e segrete. C’erano alcuni oggetti che mi aiutavano nella ricerca, come il ponte ( che mi permetteva di camminare attraverso i muri), il magnete (che attirava oggetti) e la spada.

La spada – solo una freccia – era necessaria perché a opporsi alla mia missione c’erano tre draghi (rosso, giallo, verde) che non volevano nient’altro che divorarmi. Onestamente, se vagavo troppo vicino a un drago, costui spalancava le fauci e il mio quadrato finiva nel suo stomaco e potevo osservarlo nuotare nella sua sconfitta.

Il gioco aveva tre diverse versioni ed era la terza, e la più difficile, che mi ha conquistato. Nel Livello 1 e 2 tutti gli oggetti e i draghi erano sempre nello stesso posto. Quando Adventure arrivava al Livello 3, tutto era posizionato a caso. Questo significava che ciascuna partita sarebbe stata diversa da quella precedente. Questo aspetto del gioco era, per me, quello più incredibile. Quando giocavo, non sapevo mai cosa si celasse dietro l’angolo. Sarebbe stato il pistrello? Il dragone? La chiave bianca?

Talvolta, la posizione degli oggetti era tale da rendere impossibile vincere, come quando la chiave nera era messa dentro il castello nero…

insieme al Calice nascosto.

Un paio di anni dopo, ho comprato un aggeggio che sembrava un joystick di Atari 2600, ma è una console a parte, collegabile al televisore. Gioco ancora ad Adventure oltre che ad altri giochi vintage per 2600. I bambini di oggi storcono il muso davanti alla grafia preistorica e tornano ai loro iPod.

Sono selettivo nei videogiochi ai quali gioco oggi. La maggior parte dei titoli che vedo per console sono sparatutto in prima persona o giochi di corse che non mi interessano affatto. I miei giochi preferiti adesso sono i più vicini discendenti di Adventure. Mi piacciono quei giochi che non sono mai uguali quando ci rigiochi (come ToeJam & Earl per Sega Genesis) oppure i giochi di ruolo multi-giocatore online (come Wizard 101), dove non so mai cosa mi attende dietro l’angolo.

Mi piaceva Adventure perché era simile al gioco della vita. Entrambi si basano sul caso e sugli imprevisti.

Entrambi possono essere ingiusti. La vita, come Adventure, non ha situazioni vincenti ed è una lezione che ho dovuto imparare presto.

La vita è un caos. La vita è ingiusta. La vita è ricca di imprevisti. Ecco che cosa un semplice quadrato mi ha insegnato.

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