AFEVA boccia la partecipazione di Stephan Schmidheiny alla Conferenza di Rio+20 COMMENTA  

AFEVA boccia la partecipazione di Stephan Schmidheiny alla Conferenza di Rio+20 COMMENTA  

Ieri un appello è partito proprio dall’AFEVA di Casale per chiedere all’ONU di «cacciare» lo svizzero dalla Conferenza sull’ambiente e si annunciano mobilitazioni internazionali per una decisione che non solo offende la memoria e la vita di centinaia di migliaia di persone, uccise o costrette a vivere nel rischio di ammalarsi dai signori dell’amianto, ma sembra voler delegittimare persino la Giustizia italiana semplicemente… ignorandola!
Il potere se ne frega?

Il potere politico internazionale – insomma – sembra dire che se ne frega se su quel signore sono state accumulate prove decisive (persino la testimonianza di suo fratello Thomas) che dimostrano che sapeva tutto e che nonostante tutto ciò ha continuato nascondendo i rischi a far lavorare l’amianto.

L’AFEVA (Associazione Famigliari e Vittime Amianto) unitamente a CGIL, CISL e UIL di Casale Monferrato e Cavagnolo, Italia, in rappresentanza di oltre 1900 famiglie di vittime dell’amianto, esprime il proprio sdegno in relazione alla partecipazione di Stephan Schmidheiny alla Conferenza di Rio sullo sviluppo sostenibile, patrocinata dall’ONU.  Ieri anche l’assessore regionale all’Ambiente Riccardo Ravello ha scritto al Governo, primo fra tutti al ministro dell’Ambiente Corrado Clini esortandolo a intervenire affinché sia rivista la presenza di Schmidheiny alla Conferenza, sottolineando quanto sia incompatibile con una manifestazione che ha posto come ragione d’essere lo sviluppo sostenibile, armonizzato cioè con l’ambiente e soprattutto con la vita dell’uomo. Un diritto alla vita che Eternit (guidata dalla famiglia Schmidheiny e in particolare da Stephan dal 1976 al fallimento) ha ignorato compiendo una strage che è davvero un crimine contro l’umanità. Tutta l’umanità. Anche quella che i «potenti» del mondo sembrano ignorare.


Stephan Schmidheiny è stato l’ultimo proprietario degli stabilimenti Eternit in Italia, che a Casale Monferrato fu attivo dal 1907 al 1986 dove, con la lavorazione dell’amianto, ha causato finora circa 1800 vittime tra gli ex lavoratori e i cittadini, altre migliaia sono le vittime dell’Eternit in Italia e centinaia di migliaia nel resto del mondo.

Stephan Schmidheiny, che si spaccia per filantropo della green economy, è stato condannato dal Tribunale italiano di Torino per “Disastro ambientale doloso permanente” a 16 anni di carcere e al risarcimento dei danni alle vittime e alle Istituzioni.

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Come si può essere relatori in un “Convegno per lo sviluppo sostenibile” quando si è stati condannati per disastro ambientale ? A voi la risposta.

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Mamma, laureata, scrittrice incallita, ambientalista da una vita, esperta in Pnl, in comunicazione di massa e nel benessere emotivo. Maremmana per amore di questa terra tanto rigogliosa, fiorentina di nascita e di formazione. Blogger e redattrice on line, attualmente studentessa in Seo Web Marketing Specialist.

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