Affile: inaugurato parco con sacrario in onore del gerarca fascista Rodolfo Graziani

Roma

Affile: inaugurato parco con sacrario in onore del gerarca fascista Rodolfo Graziani

Ad Affile , città nei pressi di Roma, viene celebrato in pompa magna un “particolare” concittadino seppellito nel cimitero comunale: il gerarca fascista Rodolfo Graziani, in onore del quale è stato inaugurato addirittura un parco pubblico con tanto di sacrario su cui campeggia la scritta “Patria e Onore” a spese dei soliti noti, ovvero i cittadini italiani. Il Maresciallo, fu protagonista di crudeli violazioni dei diritti umani durante l’ignobile guerra d’Etiopia ed ex ministro della Difesa durante la Repubblica di Salò, ma nonostante ciò c’è chi ancora ha l’ardire di adulare eroi al rovescio.

Sul sito del Comune vengono addirittura sfoggiate con evidente soddisfazione le foto delle celebrazioni e la pagina dedicata ai “figli celeberrimi di Affile” in cui si esalta Graziani, definito: “II Maresciallo d’Italia, figura tra le più amate e più criticate, a torto o a ragione, fu tra i maggiori protagonisti dei burrascosi eventi che caratterizzarono quasi mezzo secolo della storia italiana”

 Da lasciare basiti le parole del sindaco di centrodestra Ercole Viri “Onoriamo il soldato con la s maiuscola”. Il paradosso è che in una regione che chiude gli ospedali e taglia i servizi di primaria importanza per mancanza di fondi , si possa finanziare una tale opera costata 125 mila euro, prelevati da apposito fondo regionale: ricordiamo che già a Maggio era toccato al busto di Giorgio Almirante, scoperto alla presenza dell’immancabile leader della Destra Francesco Storace, di Luca Romagnoli, segretario della Fiamma Tricolore, dell’assessore regionale Francesco Lollobrigida e dei senatori Domenico Gramazio e del pluricondannato Giuseppe Ciarrapico. La statua già in loco era stata danneggiata ma è subito arrivato il nuovo bronzo in onore e ricordo del segretario missino

 la patetica commemorazione, con immancabile taglio di nastro , si è svolta alla presenza dell’assessore regionale Francesco Lollobrigida ed è proseguita con uno sproloqui delle autorità in memoria della patria, dell’eroico Graziani e dulcis in fundo l’inevitabile cena sociale. Come non bastasse, anche il parroco Don Ennio Innocenti ha ricordato il militare e con lui il più cupo passato italiano, quello dei vinti, sconfitti dalla strenua resistenza partigiana e dalla Costituzione repubblicana. Oltre all’amministrazione c’era poi la “cricca” degli ex militari con il drappo al braccio della X Mas, la Giovane Italia della provincia di Roma. Da segnalare il nostalgico corteo, con sindaco in testa, ed i commenti di un cittadino quando viene invocato da un balcone il martirio dei partigiani al coro di Bella Ciao: “quattro rubba galline”. Un altro della XMas, che non vuole sentire parlare di apologia del fascismo aggiunge :” E’ reato? Non me ne frega un cazzo”

Nessuno scandalo, né considerazione, né tantomeno un accenno d’imbarazzo per il popolo abissino morto sotto i vari gas letali, proibiti dalla Convenzione di Ginevra, nella guerra di conquista del regime fascista, definiti “costi” propri di ogni conflitto, in una spedizione guidata dal generale Graziani, così come neanche un briciolo di scalpore ributtante che avrebbe dovuto destare il bando con cui Graziani condannò alla morte i giovani renitenti che rifiutarono la leva sotto la Repubblica sociale italiana, l’ultimo indecoroso strascico di un ventennio da dimenticare, cancellato da alleati e partigiani.  Il sindaco insiste e parlando con Il Fatto Quotidiano afferma: “Non devo perdonare nulla al soldato, con la s maiuscola, Graziani –– oggi abbiamo dimostrato che il nostro concittadino non ha commesso errori. Onoriamo il generale in quanto affilano e degno di rivalutazione rispetto alla storia scritta da chi era mosso da altri intenti” Poi aggiunge : “Graziani è un esempio per i giovani di attaccamento alla patria. Poteva andare con i vincitori, ma è rimasto leale e coerente con le sue idee per salvare l’Italia” . Utile ricordare Graziani, venne condannato a 19 anni, 17 condonati, prima della morte nel 1955.

Neanche a dirlo l’iniziativa è stata criticata dall’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani, e anche dal Partito democratico. Il consigliere regionale Esterino Montino ha attaccato: “È una vergogna inaccettabile.

Voler ricordare con un monumento un signore come Graziani, che si è macchiato anche di crimini contro l’umanità per la sua feroce repressione a base di gas letali contro i giovani etiopi, è grave e inaccettabile

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