Afghanistan, ai soldati USA si ordinava di ignorare sistematici stupri di bambini

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Afghanistan, ai soldati USA si ordinava di ignorare sistematici stupri di bambini

Li sentivano gridare, disperati, eppure le consegne erano chiare. Sono usanze locali, dicevano, affari loro. Noi non dobbiamo intrometterci.

Un’inchiesta del New York Times, ripresa in Italia dal Corriere della Sera, sta portando alla luce una vicenda disgustosa.

Secondo quanto finora ricostruito, ai militari americani di stanza in Afghanistan per addestrare le milizie locali contro i Talebani, non era permesso opporsi a quella che è chiamata “bacha bazi”, un “gioco su bambini” (traduzione letterale) in base al quale poliziotti e miliziani locali usano prendere bambini attorno agli otto o nove anni per farne i loro schiavi del sesso.

Non era loro permesso neppure quando gli stupri – di questo si tratta – avvenivano all’interno delle basi statunitensi.

“Durante la notte li sentivamo gridare” raccontava il caporale Gregory Buckley (morto nel 2012) a suo padre “ma non potevano far nulla. Non ci era permesso”. Buckley, e, come lui, molti altri, andarono dai superiori a raccontare cosa succedeva, a chiedere di poter intervenire, di fare qualcosa, ma, in tutti i casi, quei superiori “risposero di volgere lo sguardo dall’altra parte perché faceva parte della cultura locale”.

Qualcuno i superiori non li ascoltò, come il capitano Dan Quinn, che, quando vide un bambino legato alla branda di un miliziano afghano che lui stesso aveva appena finito di addestrare, non ci vide più e, quel miliziano, lo pestò a sangue, ma finì per pagare la sua insubordinazione con azioni disciplinari.

“Il motivo per cui eravamo lì” ha raccontato il capitano Quinn “era per le terribili cose che sapevamo i talebani facevano contro la popolazione, abusando dei diritti umani, ma stavamo dando il potere a persone che commettevano cose peggiori dei talebani, come mi dissero anche gli anziani del villaggio”.

Gli stupri sui bambini sono sempre più diffusi, in Afghanistan, soprattutto nelle zone rurali, dove i miliziani possono permettersi di opprimere la popolazione nella certezza dell’immunità.

Anche per questo motivo, l’inchiesta del New York Times va avanti, mentre, per il momento, non si registrano commenti da parte degli organi ufficiali statunitensi.

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