Agenzia delle entrate redditometro COMMENTA  

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Posticipato per motivi tecnici e per la concomitanza con le elezioni politiche, il nuovo redditometro ha suscitato molte polemiche.

Ma in cosa consiste? Secondo l’intento dell’Agenzia delle Entrate è un potente mezzo di prevenzione e lotta all’evasione fiscale che, incrociando banche dati e utilizzando indicatori di tipo statistico, mira ad individuare la coerenza tra il reddito dichiarato e la capacità di spesa.


L’obiettivo finale è dunque individuare il contribuente che spende o vive con più di quanto dichiara, fare scattare ulteriori accertamenti ed eventualmente fare uscire allo scoperto l’evasione fiscale.


Nel 2009 le tasse recuperate ammontano ad 8 miliardi di euro, ma i casi controllati sono stati appena 56 mila.

Dunque niente panico: il controllo dovrebbe scattare sulle “spese pazze”, è prevista una franchigia di 12 mila euro l’anno e lo scostamento tra il reddito dichiarato e il reddito presunto deve superare il 20%.

Sono 7 le macro categorie di spesa oggetto di analisi e vi sono aggiustamenti in base alla regione (Nordest, Nordovest, Centro, Sud e isole) e alla composizione del nucleo familiare.


Restano comunque forti i dubbi da parte di chi vede nel redditometro una violazione della privacy e uno strumento anticostituzionale, in quanto, in caso di accertamento, spetta al contribuente l’onere della prova.

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