Aggressioni ed arresti: la Seconda Divisione sprofonda COMMENTA  

Aggressioni ed arresti: la Seconda Divisione sprofonda COMMENTA  

Prima l’agghiacciante aggressione ai giocatori dell’Ebolitana dopo la pesante sconfitta interna subita contro il Gavorrano, ora l’arresto di un giocatore della Vibonese. Non è un momento facile per il calcio di Lega Pro, e per la Seconda Divisione in particolare, già alle prese con uno scandalo-scommesse dai contorni ancora poco nitidi. Nella mattinata di mercoledì comunque Maicon Alfredo Oliva, difensore brasiliano classe ’91 della Vibonese, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di aver commesso tre rapine a distributori di carburante di Scalea, in provincia di Cosenza, dove vivono i suoi genitori. Il giocatore ha ammesso le sue responsabilità confessando di recarsi spesso a Scalea dai genitori per “arrotondare” le sue ridotte entrate da calciatore. Sono invece ancora vive le immagini della vile aggressione avvenuta al “Dirceu” nei confronti di giocatori e staff tecnico dell’Ebolitana: scene di incredibile follia, con giocatori colpiti da sprangate ed addirittura un paio, Colella e Bertolino, che hanno perso i sensi.


Un episodio figlio della cieca passione dei tifosi per la propria squadra dopo l’1-6 subito domenica contro il Gavorrano e dopo altre partite “chiacchierate” riguardo a possibili storie di scommesse al punto che anche all’interno della società la tensione è massima: prima del blitz, infatti, la dirigenza aveva avuto un duro confronto con l’allenatore Giacomarro. Ovvio comunque che nulla possa giustificare una simile barbarie e le condanne unanimi giunte dal sindaco Melchionda e dal presidente della Lega Pro Macalli non possono ovviamente bastare, pure unite alle telefonate di solidarietà del presidente dell’Aic Tommasi.


Sarebbe doveroso aspettarsi prese di posizione da parte dei grandi calciatori, i milionari della Nazionale e non solo che sei mesi fa “scioperarono” per il rinnovo dell’accordo collettivo e che ora dovrebbero scendere in campo anche con forme di protesta clamorose per difendere i propri colleghi a dir poco meno fortunati.

Difficilmente tutto questo accadrà ed i giocatori, molti dei quali hanno già preannunciato l’addio all’Ebolitana (il difensore Nigro ha già rescisso il contratto), saranno lasciati a loro stessi, abbandonati alla furia di un mondo tifoso che a stento si può definire in questo modo.

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Se quaranta persone incappucciate possono filtrare in un centro sportivo e mettere quasi a repentaglio la vita di un gruppo di giocatori sarebbe davvero il caso di fermarsi. Ad ogni livello.

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