Airbnb, come si indicano gli affitti sul 730

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Airbnb, come si indicano gli affitti sul 730

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Per chi affitta un appartamento su Airbnb per brevi periodi è importante essere informato su come comportarsi con la registrazione del contratto e la dichiarazione di quanto percepisce con il canone di affitto.

Facciamo un po’ di chiarezza sull’argomento con l’aiuto dell’Agenzia delle Entrate.

Per gli affitti per brevi periodi, ovvero quelli di durata inferiore a 30 giorni all’anno, non c’è l’obbligo di registrare il contratto, ma bisogna indicare quanto guadagnato nella dichiarazione dei redditi.

Conviene, quindi, consegnare al proprio commercialista le ricevute di ogni prenotazione.

Ci sono due alternative. Si può decidere di indicare nel 730 l’incasso ricevuto alla voce “redditi diversi”: gli affitti percepiti si sommano, così, al totale dei dei propri guadagni; in questo modo potrebbe aumentare l’aliquota Irpef.

Oppure si può scegliere la cedolare secca, cioè un’imposta che sostituisce l’Irpef e le addizionali locali), che stabilisce un’aliquota fissa di tasse pari al 21%.

Airbnb trattiene una percentuale del 3% per i costi del servizio. È necessario ricordare che non è possibile detrarre dl 7030 e commissioni trattenute dal sito dai guadagni.

A proposito di affitti brevi e Airbnb, recentemente a Milano è nata Guesthero, una società specializzata nella gestione completa degli affitti per brevi periodi (creazione e gestione profilo, check-in, check-out, pulizie e manutenzione).

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