Akhetaten: la città del sole COMMENTA  

Akhetaten: la città del sole COMMENTA  

Al tempo in cui i sacerdoti ittiti adoravano il loro pantheon di divinità nel tempio di roccia, o quello che è ora lo Yazilikaya nei pressi della città turca di Bogazkoy, molto lontano, in Egitto un re eretico stava costruendo una città completamente nuova sul sito della moderna Tel el -Amarna.

L’erede dell’impero, il faraone Amen-hotep IV (1353-1335 a.c) salì al trono quando l’Egitto era al culmine della sua gloria. Egli aveva già cambiato il suo nome da Amen-hotep IV ad “Akh-en-Aton” (gradito ad Aten), negando tutti i vecchi dei e stabilendo una religione di breve durata impostata su Aton, il disco-solare divino, al quale tutti i templi della sua nuova città “Akhetaten” furono dedicati.

Amen-hotep IV fu il primo leader a portare il suo popolo dal politeismo al culto di un unico dio. Il suo monoteismo probabilmente influenzato da Mosè, trovò compimento nel concetto ebraico di un unico dio di forma astratta. La prova di questo è l’influenza della letteratura sapienziale egiziana sul libro dei Salmi. “Così le parole che fecero delle nuvole il suo carro camminano sulle ali dei venti” questo venne scritto nel Salmo 104. Questi versi possono essere un esempio di grande Inno ad Aton.


Le caratteristiche principali della nuova religione sono l’unicità del dio Aton, lo stress di Aton come il divino creatore dell’universo, le sue terre, lo spazio e le acque, e l’amore per la natura, che i suoi devoti vedono.


Il faraone Amen-hotep IV (Ahk-en-Aton) era un uomo forte nella sua gestione del sacerdozio al dio Amon, e questa è la semplice testimonianza della sua potenza e del suo giudizio. Tuttavia, egli non fece nulla per salvare l’impero egizio o se tentò era ormai troppo tardi.


Akhetaten era in posizione centrale nell’ Egitto centrale, fra le antiche capitali di Menfi e Tebe. I confini della città erano caratterizzati da una catena di steli che circondava l’area su entrambe le rive del fiume Nilo. La capitale era stata fortificata a seconda delle sue difese naturali, fin dalla pianura di el-Amarna interamente racchiusa da scogliere di roccia.

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I governanti di Akhetaten scambiavano una fitta corrispondenza con i sovrani e i vassalli di Canaan, Mitanni, Assiria, Babilonia, e degli Ittiti. Esempi di scrittura cuneiforme (lettere su tavolette di argilla trovate ad Tel el-Amarna) sono la prova della corrispondenza diplomatica tra Amenofi II, Akhenaton e Tutankhamon con le diverse nazioni nel Levante.

Gli egiziani condivisero il Levante con un altro potente regno di quel periodo, gli Ittiti. Nonostante la tensione tra i due regni rivali, essi scambiavano una corrispondenza diplomatica, fatta di trattati e di matrimoni tra le loro casate reali.

Tra i vassalli della provincia d’ Egitto c’era il sovrano di Gerusalemme, Abdi-Hepa (Il servo di Hepat, una dea ittita). Diverse tavolette d’ argilla furono ritrovate presso il Palazzo di Tel el-Amarna recavano scritto: “Considerate Gerusalemme! Questo né mio padre né mia madre me l’hanno dato. La forte mano del re, me l’ha dato. Considerate o re, mio signore! Io sono nel giusto”

La grande maggioranza degli egiziani era ignorante o ostile alla nuova fede. Le innovazioni del faraone ad Akhetaten suscitarono tanta furia che le generazioni successive lo chiamarono “Il Criminale”, e cancellarono il suo nome, le sue gesta e ogni traccia del suo regno dalla storia dell’Egitto.

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