Al Fuori Salone fioccano abiti da favola di eco-moda COMMENTA  

Al Fuori Salone fioccano abiti da favola di eco-moda COMMENTA  

Il Fuori Salone  di Milano, appena concluso non si è risparmiato nel mettere in mostra pezzi da ’90 tutti dedicati al riciclo.
Nello  Spazio France Design, al Padiglione Visconti uno spazio speciale è stato dedicato a tre creazioni importanti per l’eco-moda dell’Esagono:

L’Herbier de Vénus, o l’Erbario di Venere, è un abito disegnato e realizzato da Anne Merceron dell’Accademia d’Arte di Brest, in Bretagna. Un abito  interamente cucito con bucce e semi. Lo scopo è quello di essere sepolto sotto la terra una volta dismesso in modo da dare vita a un erbario, per l’appunto. La Merceron incarna in questo abito la sua idea di consumismo legato alla moda e vuole sottolineare che ciò che indossiamo  sono solo rifiuti  in attesa di una discarica. L’Herbier de Vénus è un abito da sposa, romantico, molto lavorato, con bustino e scollo proprio alla moda.


La Parade Amoureuse, o Danza dell’Amore, è un accessorio per il collo inventato da Charlotte Faucon dell’Istituto Superiore di Design di Saint Etienne. La creazione sta metà tra una sciarpa e uno scialle rigido, ed è costruita con materiali rigorosamente riciclabili e/o riutilizzabili: acciaio, pelle, velluto e PVC. L’idea alla base della Danza dell’Amore è il cambiamento delle modalità di approccio tra due persone. Ormai si fa tutto via web o con l’ausilio di uno smartphone, alla Faucon piace pensare che le cose possano tornare come una volta: collo giù = stai lontano, collo su = amiamoci per sempre.


Silex è un armadio del designer Jean-François Bellemère, la cui costruzione tiene conto di diversi criteri rispettosi dell’ambiente. I più significativi: la riduzione di emissioni di andride carbonica e di diossido di zolfo, un calo netto del fenomeno di eutrofizzazione dell’acqua con accumuli di fosforo.


 

Ogni prodotto presente in esposizione è stato sottoposto alla dichiarazione dell’impatto ambientale che di qui a poco obbligherà sia i produttori e che i distributori a dichiarare in modo trasparente l’impatto ambientale del ciclo di vita dei prodotti così come del packaging. Infine, deve essere assicurata la tracciabilità della fase pre e post produzione e le condizioni sociali della stessa.

L'articolo prosegue subito dopo


 

Leggi anche

About Chiara Cichero 1241 Articoli
Mamma, laureata, scrittrice incallita, ambientalista da una vita, esperta in Pnl, in comunicazione di massa e nel benessere emotivo. Maremmana per amore di questa terra tanto rigogliosa, fiorentina di nascita e di formazione. Blogger e redattrice on line, attualmente studentessa in Seo Web Marketing Specialist.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*