Al Pio Albergo Trivulzio si studiano gli ultracentenari

Milano

Al Pio Albergo Trivulzio si studiano gli ultracentenari

Anziani

Il Pio Albergo Trivulzio è una delle strutture impegnate nella cura e nel sostegno agli anziani che vantano la storia più lunga nel capoluogo lombardo e che si dimostra impegnato anche nel cercare di curare il benessere dei propri dipendenti come dimostra ad esempio l’intenzione di organizzare dei corsi per la sicurezza personale volti a migliorare l’aspetto psicologico di chi presta servizio nell’aiuto degli altri.

Sono diversi anche i convegni che vengono organizzati al PAT e in particolare uno degli ultimi momenti di dibattito che hanno avuto luogo si sono occupati di capire quali siano i fattori che negli ultimi tempi hanno portato a un incremento dell’età media e in particolare a Milano la situazione è migliore rispetto ad altre città visto che si ha la più alta concentrazione di persone che sono ultracentenari e la metà di loro ha raggiunto questo importante traguardo in modo positivo e conducendo uno stile di vita del tutto autosufficiente.

Il dibattito che è stato organizzato è stato volto anche ad analizzare alcuni dati che sono lo specchio della società attuale e in particolare nel biennio che va dal 2008 al 2010 si è notato che gli ultracentenari sono ventiquattro, tutte appartenenti al sesso femminile e che hanno un’età compresa tra i 100 e i 109 anni senza grandi esigenze di avere persone che li aiutino a svolgere le normali azioni quotidiane.

La maggior parte di queste persone non ha avuto grossi problemi di salute nell’arco della loro esistenza e non solo non hanno contratto tumori, uno spettro che ancora oggi nonostante i passi avanti della medicina fa tuttora paura, ma nemmeno altri disturbi piuttosto frequenti in pazienti più giovani come diabete, ipertensione, infarto o ictus. E’ proprio grazie a quest’altra concetrazione di ultracentenari che i medici hanno potuto realizzare uno studio su quelli che possono essere i fattori principali che portano a una vita così lunga ed è proprio per questo che negli ultimi tempi ci si sta concentrando nell’analizzare una malattia rara come il morbo di Werner, che porta a un invecchiamento precoce di oltre tre decadi in modo tale da arricchire i dati a disposizione e poter quindi migliorare la qualità di vita degli anziani fragili.

Immagine tratta dal sito www.guanellacomo.it

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