Al Qaida: operazione antiterroristica in Sardegna

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Al Qaida: operazione antiterroristica in Sardegna

E’ di ieri la notizia della maxi operazione gestita dalla polizia di Stato e ordinate dalla Procura di Cagliari contro una cellula terroristica islamica affiliata ad Al Qaida. Le persone arrestate nella retata sono nove a fronte delle diciotto ordinanze di custodia cautelare firmate e approvate dal procuratore distrettuale di Cagliari.
Già ieri sono trapelate le prime indiscrezioni. Dalle intercettazioni telefoniche precedenti all’operazione messa in atto contro la cellula terroristica era emerso che uno dei bersagli di Al Qaida fosse il Vaticano. Dopo gli arresti tutto è diventato più chiaro.
Le accuse che gravano sui 9 arrestati sono di strage, associazione a delinquere con finalità di terrorismo e di immigrazione clandestina con soggiorno e permanenza sul territorio nazionale di cittadini pakistani e afghani. Dal Blitz è emerso che il piano terroristico aveva come primo obiettivo Pakistan e Afghanistan. Dopodiché le cellule terroristiche si attivate in Italia.
Il Bliz ha portato all’arresto di Sultan Wali Khan, 39 anni, considerato il capo della comunità pakistana di Olbia e uno dei maggiori esponenti delle cellule terroristiche sarde.

Dalle investigazioni è emerso che proprio grazie a lui e alle sue conoscenze è stato possibile agli affiliati di Al Qaida in Sardegna recuperare le armi e i fondi necessari agli attentati.
Gli altri arrestati sono: Imitias Khan, 40 anni, Niaz Mir, di 41, e Siddique Muhammad, di 37, tutti pakistani rintracciati a Olbia; Yahya Khan Ridi, afghano, 37enne, arrestato a Foggia; Haq Zaher Ui, 52 anni, catturato a Sora (Frosinone); Zuabair Shah, di 37, e Sher Ghani, di 57, pakistani bloccati a Civitanova Marche (Macerata).

Le indagini sulla cellula terroristiche erano state avviate da molti anni. Secondo le dichiarazioni del pm titolare dell’inchiesta Danilo Tronci e del capo della Digos di Sassari Mario Manca, l’operazione contro gli affiliati di Al Qaida risale al 2005, quando fu scoperto al porto di Olbia un camion guidato da pachistani residenti nella città portuale sarda che trasportava esplosivo. Ciò che ha determinato indagini così lunghe è stata anche la difficoltà riscontrata nel reperire traduttori dal pashtu – lingua usata e parlata in Afghanistan e Pakistan – molto difficile da tradurre.

A difendere alcuni degli indagati è l’avvocato Luca Tamponi.

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Enrica Marrelli 452 Articoli
Laureata in Teoria della Comunicazione e Comunicazione Pubblica presso l'Università della Calabria. Amo la lettura ma mi appassiona anche il grande e il piccolo schermo.
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