Al vaglio i filmati presentati dal movimento No Tav sugli abusi della polizia

Torino

Al vaglio i filmati presentati dal movimento No Tav sugli abusi della polizia

Durante una conferenza stampa il movimento No tav ha presentato un album fotografico per “fare luce sui fatti contestati agli indagati e dimostrare che la procura della repubblica di Torino ha indagato a senso unico senza prendere in considerazione gravi fatti e violenze avvenute da parte delle forze dell’ordine la scorsa estate”.

Si tratta di un dossier presentato ieri da due leader del movimento, Alberto Perino e Lele Rizzo, basato su immagini fotografiche e video che riprendono il fermo di cinque manifestanti il 3 luglio 2011 a Chiomonte; viene sostenuta la tesi che questi documenti rappresentino “crimini violenti ai danni di persone in stato di fermo» da parte di poliziotti e carabinieri”, e chiedono che i ” comportamenti descritti nel dossier siano perseguiti dalla procura di Torino con almeno altrettanta fermezza di quella con cui lo sono stati i presunti reati commessi dai No Tav”.

Ma il capo della capo della procura di Torino, Giancarlo Caselli, continua a respingere questa tesi con forza: “I No Tav sbagliano.

La magistratura lo ha detto ripetutamente e lo ribadisce indaga su tutto”. E il procuratore aggiunge che “molte volte vengono convocati denunciati o presunte vittime che non si presentano. Questo non facilita le indagini”.

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