Al via le selezioni per lo studente di Ceva che studierà un anno negli Usa COMMENTA  

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Lunedì 4 novembre, nella sede del Banco di Credito P. Azzoaglio di Ceva, è stato presentato il bando di concorso per una borsa di studio all’estero. Il valore è superiore a 14 mila euro. La proposta è rivolta a uno studente dell’Istituto Superiore “Baruffi” di Ceva, che frequenterà il quarto anno scolastico in una scuola statunitense. Nel corso dell’incontro sono state illustrate le modalità per concorrere all’ottenimento del contributo finanziato interamente, per il nono anno consecutivo, dal Banco Azzoaglio di Ceva. Il vincitore dovrà superare un’impegnativa selezione. Per maggiori informazioni: www.azzoaglio.it o www.intercultura.it.

L’iniziativa è stata presentata da “Intercultura onlus”, un’associazione, nata nel 1955, che raggruppa 4.000 volontari e coinvolge 56 Paesi. I ragazzi, hanno spiegato i referenti locali del progetto (Franca Gozzaldi e Roberto Ferrero), devono superare una selezione che parte da un test attitudinale, passa attraverso i colloqui con genitori e insegnanti e comprende una prova d’inglese. Il candidato scelto, dalla giuria nazionale, viene preparato da “Intercultura onlus” prima di partire per gli Stati Uniti. In America sarà inserito in una famiglia, in una scuola, parteciperà alle attività proposte extra scolastiche e stringerà nuovi rapporti di amicizia.

“Desideriamo offrire a uno studente di Ceva la possibilità di allargare i propri orizzonti, vivendo un’esperienza in un Paese lontano e diverso – spiega Erica Azzoaglio –. Al suo rientro porterà, nella società, un’esperienza da condividere. La nostra Banca è legata al territorio e anche questo è un modo per arricchire la comunità locale”.

Nella sala conferenze del Banco Azzoaglio studenti e genitori, che hanno partecipato alle scorse edizioni, hanno raccontato le loro esperienze.
Samuele Di Murro, di Saliceto, è stato nell’Ohio: “È stata un’esperienza bella ma difficile. Ho avuto la fortuna di vivere in una famiglia splendida, che mi ha fatto sentire un figlio. Quando sono partito avevo paura a lasciare gli amici e la famiglia. Ma poi ho capito che mi avrebbero aspettato”.

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Francesca Longo, di Ceva, è stata nel Minnesota: “Ho lasciato un pezzo di cuore là. E’ stato difficilissimo salutare gli amici, quest’estate spero di tornare a trovarli. Si divertono con poco, non come succede qui: non bevono alcol, ma fanno feste in cui si balla, si scherza e si mangia. Con i professori e il preside c’era un rapporto confidenziale. Mi capitava di arrivare a scuola prima e sfogarmi con il prof di chimica. È stato difficile vivere in famiglia, abitavano in un posto isolato, ma fa parte della sfida. Questa esperienza vuol dire davvero crescere”.
E poi i racconti delle mamme: chi ha ospitato una ragazza che oggi definisce “una figlia in più” e chi ha lasciato libero il figlio di vivere in una ricca famiglia di Washington di tornare, 4 anni dopo, per rincontrare la “mamma” americana.
I racconti dei ragazzi cebani, che hanno partecipato al progetto, diventeranno un libro.

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