Alcoa, due operai salgono su un silo per protestare contro lo spegnimento. Cisl: «Temiamo gesti inconsulti»

Cronaca

Alcoa, due operai salgono su un silo per protestare contro lo spegnimento. Cisl: «Temiamo gesti inconsulti»

CAGLIARI – Questa mattina due operai dell’Alcoa sono saliti su un silo di oltre 70 metri, adibito a riserva d’acqua utilizzata per il raffreddamento in fonderia, nello stabilimento di Portovesme, nella zona del Sulcis. L’eclatante gesto di protesta è avvenuto all’improvviso, subito dopo l’assemblea in fabbrica per fare il punto sulla vertenza.

Non è la prima volta che gli operai della multinazionale americana compiono un’azione di questo tipo: nel novembre 2009, quando la multinazionale statunitense per la prima volta annunciò la fermata della fabbrica di alluminio di Portovesme, un gruppo di operai Alcoa rimase per una decina di giorni sullo stesso silo occupato oggi dai due lavoratori. Tuttavia, afferma Rino Barca della Cisl, «stavolta la situazione sul silo è ben più pericolosa rispetto ad allora» a causa dell’assenza di manutenzione della struttura.

«Siamo in contatto con loro» ha detto il segretario della Fim Cisl, Marco Bentivogli «e al momento non hanno alcuna intenzione di venire giù. Hanno detto che andranno avanti a oltranza con la protesta». Il timore più grande è quello di un’azione ancora più disperata da parte dei due operai: Massimo Cara, altro esponente Cisl, ha riferito che i due operai hanno minacciano atti di autolesionismo se la multinazionale statunitense non bloccherà lo spegnimento delle celle elettrolitiche nello stabilimento.

La disperata protesta è avvenuta proprio nel giorno in cui si doveva tenere l’atteso faccia a faccia tra i sindacati e partiti: gli esponenti Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm e delle Rsu dell’Alcoa devono incontrare i leader di Pdl, Pd e Udc per discutere della vertenza dell’Alcoa. Una riunione che da unitaria è stata convertita in incontri separati con le singole forze politiche.

I rappresentanti sindacali hanno indicato due vie per migliorare la situazione dei lavoratori Alcoa: «rallentare lo spegnimento delle celle elettrolitiche e chiedere al governo di creare condizioni di maggiore competitività per rendere più appetibile l’azienda agli occhi del potenziale acquirente, la Glencore».

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