Alcoa: i lavoratori hanno occupato la nave Tirrenia COMMENTA  

Alcoa: i lavoratori hanno occupato la nave Tirrenia COMMENTA  

 

Gli operai dell’Alcoa, dopo essere rientrati ieri dalla riottosa manifestazione a Roma davanti al ministero dello Sviluppo economico, hanno occupato la nave Tirrenia  nel porto dell’Isola Bianca a Olbia.


La manifestazione di ieri, tra petardi e “Fortza Paris”  ( inno e grido di guerra della Brigata Sassari) è durata tutto il giorno , ma non ci sono state novità positive: non sono stati infatti trovati compratori credibili, solo promesse, tanto per temporeggiare!

Nel tardo pomeriggio di ieri Corrado Passera ,entrato nella sala del “tavolo delle trattative” ha detto cose diverse da quelle affermate in precedenza : “questo è uno dei casi più difficili che abbiamo al ministero, ma non ho mai pensato che fosse impossibile”

Governo e istituzioni locali si sono presentati al tavolo con una proposta poco convincente : all’Alcoa  è  stato chiesto di  rallentare ancora il ritmo di spegnimento delle celle e a tenere attiva la fonderia fino al novembre, in attesa di un possibile acquirente.


Delle questioni sollevate è stata  risolta quella relativa al prezzo dell’energia elettrica, considerato troppo alto sia dall’Alcoa, sia dai possibili compratori:  con la clausola  della “super.interrompibilità” la Ue non solleverbbe problemi.

Non è stato risolto invece il problema dello scarso numeri di potenziali compratori, che si ridurrà man mano che le cellule di fusione vengono spente.


Rino Barca di Fim Cisl, afferma “La rabbia dei lavoratori è più forte della rassegnazione” mentre gli operai urlano:

“Siamo stanchi e delusi, ma decisi a usare tutti i giorni che ci restano prima della programmata fermata della fabbrica di Portovesme per accelerare la risoluzione del problema. Vogliamo evitare che l’impianto si fermi”.

Poi  fanno sapere che non intendono lasciare la nave.

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Intanto quasi tutti i rappresentanti sindacali sta rientrando in Sardegna in aereo.

Barca afferma  “E’ vero, l’azienda ha dichiarato che rallenterà le procedure di fermata, spegnendo fra le 5 e le 6 celle elettrolitiche al giorno-ùma da qui al prossimo 1 novembre l’impianto sarà stabilmente fermo. Ci sono ancora 270 celle in attività, quindi abbiamo ancora una cinquantina di giorni, considerato che le procedure proseguono anche il sabato e la domenica. Dobbiamo utilizzare questo tempo al meglio, per evitare la fermata”.

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