Alcoa: la polizia mena gli operai giunti a Roma, contestato Fassina COMMENTA  

Alcoa: la polizia mena gli operai giunti a Roma, contestato Fassina COMMENTA  

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Roma – Cornuti e mazziati gli operai dell’Alcoa giunti stamani a Roma dove è in gioco il loro futuro. Un futuro nero, anzi, un futuro che non c’è. Se ne discute al tavolo tecnico in corso in queste ore, iniziato alle 13, presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Presenti, per il governo il sottosegretario per lo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti e il viceministro del Lavoro Michel Martone, mentre per i sindacati ci sono i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil e i segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm. Al tavolo siede anche Ugo Cappellacci, Governatore della Sardegna.

Proprio alle porte del ministero gli operai volevano arrivare. L’ordine tassativo dato alle forze dell’ordine è stato “No pasaran”. Tanto è vero che l’ordine di caricare gli operai è partito subito, senza troppi convenevoli, senza cercare dialogo.

Loro, gli operai, devono restare a debita distanza dalla stanza dei bottoni. La prima carica c’è stata in via Molise, transennata e trincerata per impedire il passaggio degli operai.

Gli operai regista il primo ferito. Il corteo giunge in via Via Veneto. Ancora transenne e ancora un operaio ferito. Dure contestazioni per il responsabile Economia e lavoro del Pd Stefano Fassina.

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Gli operai lo hanno allontanato, in malo modo, dal corteo.

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