Alex Schwazer, conferma doping, niente Rio 2016 COMMENTA  

Alex Schwazer, conferma doping, niente Rio 2016 COMMENTA  

alex schwazer

Le contro analisi hanno confermato la positività al doping, per il marciatore Alex Schwazer è la fine del sogno Rio 2016 e forse la fine della carriera.


Il campione di sangue di Alex Schwazer prelevato a gennaio era risultato positivo al testosterone. I risultati erano stati resi noti solo lo scorso 21 giugno, dopo il rientro dell’atleta, avvenuto a maggio.


Le contro analisi hanno confermato l’uso di testosterone

Ora, le contro analisi effettuate su un secondo campione hanno dato lo stesso identico risultato. Positività al testosterone, un aiuto usuale negli sport di forza e esplosività, assai meno nel caso di una disciplina di fatica pura come la marcia.


Dalla Iaaf è arrivato l’ordine di sospensione immediato dall’attività agonistica. Per Alex Schwazer, nell’immediato, significa niente Rio 2016. Più in generale, potrebbe significare la fine della carriera.

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Alla vigilia delle Olimpiadi di Londra 2012, Schwazer era risultato positivo all’Epo e, quindi, squalificato per tre anni e mezzo. Al rientro, la vittoria al Campionato del Mondo a Roma nella 50 km (erano i primi di maggio), ora un nuovo caso doping.

Ricorso contro la sospensione, tempi strettissimi

“Abbiamo in mano la prova che non si tratta di doping” ha dichiarato il legale di Schwazer, l’avvocato Gerhard Brandstaetter, “nella condotta di Schwazer tutto è stato regolare“, “c’è stato un intervento esterno sul prelievo” e “ciò è estremamente grave”. “Ora ricorreremo contro la sospensiva“, nella speranza, ha proseguito Brandstaetter, “che si arrivi in tempo a stabilire la verità”.

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