Alla fine di un’infanzia felice COMMENTA  

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Da qualche anno la vita di Guido sembra andare per il meglio. La collaborazione con la casa editrice Gemina, con cui aveva pubblicato un libro di alpinismo, ha portato dei successi editoriali e adesso Guido è un editor conosciuto e rispettato.

Ma un giorno riceve un pacco che porta una firma familiare: Sergio Casagrande. Sergio, l’amico di giovinezza, che dopo il dramma che li ha toccati è scomparso nel nulla.

Col cuore che gli batte, apre il pacco e ci trova dentro un dattiloscritto che parla proprio di loro, la loro giovinezza, il primo incontro, le prime sigarette, i giri in motorino nella campagna friulana, la caccia alle rane.

Fino alla tragedia che ha segnato la fine della loro amicizia e che si sono portati dentro tutta la vita: la morte in un incidente del fratellino di Guido, un ragazzino con problemi cognitivi.

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Guido va avanti avidamente nella lettura. E scopre che, almeno nel libro, Sergio spia e pedina Guido da più di un anno. Sarà finzione o realtà? Villalta riflette sui rapporti tra verità, memoria e immaginazione in un romanzo metaletterario. Ma al tempo stesso non rinuncia a raccontare il secondo definitivo incontro di due amici perduti.

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