Allarme calcio, Tavecchio: senza riforme, fallimento sicuro COMMENTA  

Allarme calcio, Tavecchio: senza riforme, fallimento sicuro COMMENTA  

L’occasione per fare il punto sul mondo del calcio e sulla posizione della Figc è arrivata, per il presidente Carlo Tavecchio, qualche giorno fa, con un’intervista alla Gazzetta dello Sport.


Notizie buone? Affatto. Tavecchio difende a spada tratta l’operato della federazione, ma il parere sul mondo calcistico e, in particolare, sulla serie A è davvero negativo.


Il primo problema è il caso del Parma: nessuno è più disposto a tollerare fallimenti in corsa di una squadra iscritta alla massima divisione. “La Federazione ha preso una serie di norme” è la risposta di Tavecchio “apprezzate anche da Palazzo Chigi, per evitare nuovi casi Parma che purtroppo, e non per nostra volontà, non possono scattare subito, ma nel giro di quattro anni, in maniera progressiva. Se fossero state operative già da quest’estate, si sarebbero iscritte cinque società al prossimo campionato di A. E poi vi dico un’altra cosa: la Figc fa le norme, ma l’attuazione compete alle Leghe. Se dobbiamo fare tutto noi, datemi il miliardo e 200 milioni di diritti tv”. Messaggio molto chiaro: le squadre per le quali è possibile escludere al 100% il ripetersi di un caso come quello degli emiliani sono 5 in tutto.


Secondo problema: nessuno (il Coni) vuole più campionati falsati da penalizzazioni in corso da parte della giustizia sportiva. “Ma questa è pura fantasia: se a novembre salta fuori un nuovo illecito, come posso prevederlo io?” si inalbera Tavecchio “Il calcio italiano è diventato una valle di lacrime, più di imporre alle società e ai proprietari quello che abbiamo fatto noi su iscrizioni e acquisizioni, cosa dovevamo fare?”. Anche in questo caso, il messaggio è molto chiaro: il mondo del calcio è diventato una valle di lacrime, dove le sofferenze autolesioniste (calcio scommesse, illeciti etc.) sembrano ormai diventate parte del sistema.

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Ultimo problema: il futuro. Cosa succederà in futuro? “Quest’anno” dice ancora Tavecchio “ci siamo letti tutti i bilanci, ci sono società in difficoltà, anche di grandi città. Le abbiamo avvertite che dalla prossima stagione vanno rispettati certi parametri, altrimenti sono fuori. Sono preoccupato dagli impegni a breve dei club: si può andare avanti per un anno, poi bisogna svoltare. Il sistema sta in piedi come sul Titanic…Un altro caso Parma non possiamo permettercelo. Non risolveremo le cose subito, ma con un piano quinquennale, possiamo risanare il calcio italiano e salvarlo dal crac”. Qui il messaggio è addirittura più chiaro che altrove: il mondo del calcio, così com’è, è destinato al fallimento. Se si vuole andare avanti, occorre varare un programma di riforme “quinquennale”, altrimenti la fine è certa.

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