Alleanze scomode: Di Pietro corre da solo, accordo difficile tra Udc e Sel COMMENTA  

Alleanze scomode: Di Pietro corre da solo, accordo difficile tra Udc e Sel COMMENTA  

Nessuno lo vuole, ma per lui non è certo un problema. Dopo che la sua proposta di un’alleanza con Nichi Vendola e Beppe Grillo è stata immediatamente rispedita al mittente da questi ultimi, Antonio Di Pietro non si è perso d’animo. Il leader dell’Italia dei Valori ha rigettato l’ipotesi di una partecipazione alle primarie del centrosinistra, in quanto poco ambiziosa per il suo progetto politico. L’ex magistrato punta in alto, a Palazzo Chigi: vuole diventare premier, alla testa «di una coalizione di riformisti che proponga un programma fatto si legalità, solidarietà e sviluppo per costruire un’alternativa alle destre e al governo Monti».


Sembrano passati millenni dalla foto della cosiddetta “Alleanza di Vasto” (che vedeva insieme Pd, Sel e Idv), ormai morta e sepolta per Di Pietro: «Se ci vogliono stare Bersani, Vendola e compagnia bella bene, ma Idv va avanti puntando non sulle parole ma sui fatti».


L’ambizione di Di Pietro non sorprende più di tanto l’ex alleato Pier Luigi Bersani, che ormai ha preso atto dell’insanabile rottura con il leader dell’Idv: «Si è creato un problema serissimo, che non abbiamo creato noi. Sono mesi che Di Pietro e l’Idv hanno preso un’altra strada, altrimenti non mi spiego alcune posizioni inaccettabili e il coro di insulti».


Parlando sempre di alleanze, tiene banco anche l’accordo tra Sel e Pd, che non viene visto di buon occhio dall’Udc di Pierferdinando Casini, altro possibile alleato di Bersani. I primi a protestare sono addirittura il presidente Rocco Buttiglione e Ferdinando Adornato. Il primo giudica un’alleanza con Vendola un controsenso: sia in quanto quest’ultimo è un «fermo oppositore della linea Monti», sia per le idee diametralmente opposte su alcuni punti cruciali come le unioni omosessuali, che «non devono entrare nell’agenda». Adornato, dal canto suo, boccia una coalizione con Sel perché non la giudica in linea col progetto dell’Udc per l’Italia: «Un governo di unità nazionale resta la sola prospettiva praticabile».

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Dall’altra parte della barricata, in quel della Lega sembra regnare maggiore chiarezza: qualunque sarà l’alleato o gli alleati del Pd, Roberto Maroni assicura, come aveva già fatto Bossi qualche giorno fa, che non rinascerà una coalizione con il Pdl.

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