Altra vittima del lavoro torinese: muore operaio in seguito a cedimento di un ponteggio COMMENTA  

Altra vittima del lavoro torinese: muore operaio in seguito a cedimento di un ponteggio COMMENTA  

Un’altra giornata nera per il lavoro torinese: il 31 marzo scorso tre operai che lavoravano nel cantiere dell’inceneritore a Grugliasco (To) sono caduti da un ponteggio, di altezza di circa 40 metri. Il 47enne Cosimo Di Muro di Canosa di Puglia ha perso la vita, mentre il fratello e un giovane ragazzo romeno residente a Ravenna sono feriti gravi e portati direttamente al Reparto Grandi Traumi del Pronto Soccorso del Cto torinese. Elsa Fornero si è recata a visitarli sabato in tarda mattinata, informandosi sulle loro condizioni.

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L’azienda responsabile della progettazione ha dichiarato che le attività del cantiere sarebbero state sospese fino ad oggi. La nota prosegue spiegando che ”l’incidente di questa mattina desta particolare sconcerto in quanto proprio in queste settimane a seguito dell’infortunio mortale, avvenuto all’inizio di marzo, erano stati intensificati i controlli sulle lavorazioni in quota sui casseri. In particolare tutti i lavoratori operanti in quella zona sono stati coinvolti in un ulteriore specifico corso di formazione che si è concluso circa dieci giorni fa; i materiali (tutti certificati dal Ministero) sono stati nuovamente sottoposti a verifica da parte della stessa ditta costruttrice. Inoltre – conclude la nota dalla società – le autorità competenti avevano validato le modalità di montaggio effettuando anche dei filmati”. La società ”è in costante collegamento con le autorità sanitarie per aggiornamenti sulle condizioni di salute dei due operai feriti” dc ”esprime il suo più sentito cordoglio alla famiglia della vittima in questo momento di immenso dolore”.

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Piero Fassino scrive in una nota che è “profondamente addolorato per l’incidente mortale. La mia angoscia è tanto più grande perché nei giorni scorsi erano state condotte scrupolose verifiche su tutte le misure di sicurezza previste dalla legge per la tutela sui luoghi di lavoro. La solidarietà della Città e mia personale va in queste ore ai familiari, colpiti da questa tremenda tragedia”.


Il segretario nazionale Fillea Cgil Walter Schiavella ha sottolineato che si tratta della “ennesima conferma che se in Italia abbiamo un’emergenza è quella che riguarda la tutela e la sicurezza sul lavoro.

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Nello stesso cantiere il 3 marzo scorso mentre 30mila edili protestavano in piazza per richiamare il governo a intervenire anche sulla sicurezza, era deceduto un altro operaio con le stesse modalità della tragedia di oggi: questo è inaccettabile anche perché accade in un cantiere pubblico”. Quanto ora accaduto ”dimostra che in questo mese non è cambiato nulla come purtroppo da diverso tempo a questa parte. Anzi si sceglie ancora una volta la strada deregolatoria e dell’indebolimento dei controlli che sembra essere l’unica strada scelta dal governo”. Conclude spiegando che ”non abbiamo ancora avuto alcun segno di attenzione da parte del ministro del Lavoro che, unitariamente, oltre un mese fa abbiamo sollecitato ad aprire un confronto con sindacati del settore, ma a quella richiesta di incontro non abbiamo ancora avuto risposta”.

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