Altro che manie di oggi: siamo a dieta da 2500 anni

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Altro che manie di oggi: siamo a dieta da 2500 anni

 

Il saggio “Il potere del cibo” porta la firma di Galeno allievo del padre della medicina Ippocrate, morto attorno al 200 avanti Cristo. Già all’epoca l’autore si interrogava sui problemi sociali, politici ed economici connessi al sovrappeso della popolazione. I suoi consigli? Molto moto, cibi poco elaborati e l’inevitabile “vomito indotto” “….per mantenere la snellezza di forme che è prova di salute…..”. La verità? E’ che da circa 2500 anni siamo tutti a dieta. Da millenni conosciamo bene i danni prodotti da un’eccessiva assunzione di grassi animali. Dalla scoperta dell’America sappiamo quali siano gli effetti degli zuccheri semplici sul sangue. Cerchiamo di mangiare senza prendere peso, segno sfacciato di caduta in uno dei vizi capitali, la gola, dagli albori della storia moderna. Oggi, il nutrizionista Pierre Dukan con i suoi libri e le sue regole bestseller, è il recente di una lista di medici veri o ciarlatani che per secoli ci hanno venduti testi, bustine e beveroni.Il primo trattato di cucina a fini dietetici De honesta voluptate et valetudine (Il piacere moderato e il benessere) data 1474: coniugava cibi sani e cucina del territorio.

Nell’Inghilterra del ‘700 andavano a ruba i libri di diete “differenziati per lui e per lei”- Adam’s Luxury-La lussuria di Adamo e Eve’sCookery -La cucina di Eva. Nell’900 arriva un tripudio di demenzialità come “Mangiate grasso e rimanete magri” scritto negli Stati Uniti nel 1958: peccare senza pagar pegno, continuando a sfoggiare una linea invidiabile. Non esiste una sola epoca storica in cui uomini e donne non abbiano combattuto contro l’obesità. Prendete i grandi paragoni di bellezza di ogni secolo e di ogni dove: Simonetta Vespucci nobildonna del Rinascimento modella della Venere del Botticelli; Paolina Borghese sorella di Napoleone immortalata in una celebre Antonio Canova, della quale tutte noi vorremmo possedere braccia e gambe. La Venere dipinta da Lucas Cranache nel 1529 assomiglia più a Kate Moss che a Kate Winslet che di recente ha accusato le donne taglia 38 “non essere donne vere”.

Le ragazze di oggi sono in media più grasse di quelle di 30 anni fa.

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