Alzheimer: che cos’è, sintomi e conseguenze

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Alzheimer: che cos’è, sintomi e conseguenze

Alzheimer: che cos'è, sintomi e conseguenze
Alzheimer: che cos'è, sintomi e conseguenze

Il 22 settembre, giorno contro l’Alzheimer. Ad oggi l’età media è di 78,8 contro i 77,8 del 2006. Storia della demenza e dubbi che permangono

L’Alzheimer è una forma di demenza degenerativa: le cause, ancora da chiarire, sono da ricercare nell’alterazione delle funzioni cerebrali. In Italia i malati di Alzheimer sono 600mila persone; il 73% dei casi è a carico della famiglia. Non ci sono farmaci risolutivi di questa malattia: quelli presenti in commercio hanno la funzione di contenere i sintomi. Il 5% dei soggetti colpiti da Alzheimer ha più di 60 anni. In Italia i malati sono un milione e 200mila e le cifre a lungo termine raddoppiano. Si calcolano 74,7 milioni di malati di Alzheimer nel 2030 e 131 milioni nel 2050. Nel 2016 i casi di Alzheimer sono stati 600mila rispetto ai 520mila del 2006.

Alzheimer: storia della nascita della malattia e studi di Alois Alzheimer

La malattia prende nome da Alois Alzheimer, psichiatra e neuropatologo tedesco che, per primo, ne studiò i sintomi(1907). Alzheimer ricavò i primi dati dall’esame del tessuto cerebrale di una paziente, Auguste Deter, morta per questa malattia sconosciuta.

Tra i sintomi Alzheimer notò:

a) la perdita di memoria,

b) problemi di linguaggio,

c) alterazione del comportamento.

Non solo. Da uno studio accurato del cervello, lo studioso identificò l’esistenza di placche e di strani “gomitoli” neurofibrillari da cui trasse le prime importanti conclusioni sulla malattia. L’Alzheimer, cioè, corrispondeva alla perdita di connessioni tra i neuroni: le cause erano attribuite a una proteine, la beta-amiloide. Alla cui azione, si aggiungeva poi una diminuzione del neurotrasmettitore responsabile della comunicazione tra neuroni. Di qui, quindi, i problemi di perdita di memoria e dell’attività intellettiva nel suo insieme. Fino a una successiva impossibilità a trasmettere gli impulsi nervosi e la progressiva atrofizzazione del cervello.

Alzheimer: i sintomi di rilievo nel malato

La diagnosi della malattia non coincide con la fase più acuta: il decorso è lento e mediamente i malati di Alzheimer possono vivere anche 8-10 anni. I sintomi variano da malato a malato e lo stesso vale per la modalità di acutizzazione.

Generalmente si passa da problemi di memoria fino ad arrivare a danni gravi al cervello. Con il passare degli anni, i sintomi si traducono in aumento di deficit cognitivo e in perdite di memoria più accentuate. Tanto da comportare, nei malati di Alzheimer, la perdita di autosufficienza.

Alzheimer: conseguenze più comuni sul malato

L’Alzheimer è una malattia degenerativa altamente invalidante. Le conseguenze più importanti sono la difficoltà a condurre anche le azioni più semplici del quotidiano. Inizialmente, la malattia si manifesta generalmente con un sintomo preciso: l’amnesia. Prima, lieve e con il passare del tempo sempre più forte. I pazienti più gravi non ricordano i nomi dei familiari e non sono più in grado di vivere una vita in modo autonomo. L’assistenza diventa l’unica strada percorribile.

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