Amanda e Raffaele assoldi per l’Omicidio Meredith

News

Amanda e Raffaele assoldi per l’Omicidio Meredith

1Amanda e Raffaele. Si è ormai giunti al capolinea del lunghissimo processo per l’omicidio di Mredith ed entrambi gli imputati sono stati assolti, è stata davvero molto forte la gioia di Raffaele quando è terminata l’udienza. Raffaele ha lasciato Roma ed ha atteso l’esito a Bari presso la propria abitazione. Il padre di Raffaele, Francesco racconta che non appena ricevuta la notizia tutta la famiglia si è abbracciata e Raffaele è scoppiato a piangere dicendo che finalmente lo avevano creduto. Anche Amanda ha festeggiato in America una volta saputa la notizia. Ma se da un lato regna la felicità dei due ex imputati, dall’altro regna un grandissimo senso di sconforto, infatti a casa Mez si dicono tutti allibiti dall’esito di questo processo in quanto gli imputati erano stati condannati per ben due volte.

Omicidio Meredith. L’avvocato di Sollecito dice che questo è davvero un giorno importantissimo in quanto dopo tantissimo tempo è arrivata una sentenza inaspettata.

Ma giusta per tutti coloro che fino ad oggi avevano creduto nella giustizia queste le parole di Giulia Bongiorno. La cosa molto particolare di questa sentenza è proprio il fatto che appunto la sentenza è stata annullata senza alcun rinvio, quindi è stata del tutto cancellata e non è un fatto comune che questo avvenga. Quindi i giudici della quinta sezione hanno dichiarato che i due ex studenti non hanno assolutamente commesso il fatto. Se invece avrebbero dato una sentenza contraria si sarebbe solo riconfermata la sentenza di Firenze.

Meredith. Con questa sentenza si è davvero arrivato alla fine di una storia che durava da tanti anni, forse una delle storie più tormentate degli ultimi dieci anni. Al momento resta solo la condanna di calunnia che è stata inflitta ad Amanda, confermata dalla corte suprema in quanto Amanda aveva accusato del delitto Patrick Lumumba. Ma la pena è già stata scontata in quanto sia lei che Raffaele sono stati in carcere per ben quattro anni.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche