Americani a Firenze, una mostra a celebrare l’incontro COMMENTA  

Americani a Firenze, una mostra a celebrare l’incontro COMMENTA  

L.Gelati Il dolce far nulla sulle rive dell'Arno 1869
L.Gelati Il dolce far nulla sulle rive dell'Arno 1869
C. Beaux Autoritratto 1925
C. Beaux Autoritratto 1925

Firenze celebra, nel 2012, con una mostra i forti legami fra vecchio e nuovo continente, illustrando la cerchia cosmopolita che legò per sempre la città al nuovo mondo e trasmise in America cultura e raffinatezze europee.  ‘Americani a Firenze’, la mostra a Palazzo Strozzi, fino al 15 luglio,  vuole studiare il rapporto dei pittori impressionisti americani con l’Italia e in particolare con Firenze a partire dagli ultimi decenni del XIX secolo sino ai primi del XX.


Il flusso di artisti americani verso l’Europa ebbe un notevole incremento dopo la fine della guerra di Secessione nel 1865, e fu costante fino all’inizio del Novecento.


Nella mostra saranno rappresentati pittori che, pur non aderendo in maniera esplicita al nuovo linguaggio, furono maestri fondamentali per le generazioni più giovani: Winslow Homer, William Morris Hunt, John La Farge, $omas Eakins. Seguiranno i grandi precursori come John Singer Sargent, Mary Cassatt, James Abbott McNeill Whistler, che vantavano una forte componente cosmopolita. La vita e l’attività degli americani a Firenze si intreccia con quella di intellettuali, collezionisti, scrittori, critici d’arte loro connazionali, con i quali talvolta avevano già avuto rapporti in patria.


Nella mostra saranno presenti ritratti femminili di grande qualità, in cui la donna diventa simbolo della moderna nazione americana: giovani, adolescenti o addirittura bambine, spesso vestite di bianco, incarnano la purezza e le speranze di un’intera nazione.

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