Ammortizzatori sociali: i costi della riforma

Economia

Ammortizzatori sociali: i costi della riforma

Elsa Fornero
Elsa Fornero

Si è tanto parlato della riforma degli ammortizzatori sociali, senza però mai toccare un punto estremamente importante: i costi. I quali, da quanto trapela nelle ultime ore, potrebbero tramutarsi nella ennesima stangata a carico dei cittadini di questo disgraziato paese. Nel testo firmato ieri dal presidente Napolitano e atteso martedì prossimo alla Commissione lavoro del Senato, essi vengono quantificati in 1,7 miliardi nel 2013, per poi andare a regime negli anni successivi, a più di 2 miliardi l’anno, con picchi nel 2014 (3 miliardi) e nei due anni successivi (circa 2,5 miliardi). Dove saranno ricavate queste risorse? La copertura, per la massima parte, arriverà da rincari sui diritti di imbarco, più tasse per i proprietari di seconde case che affittano senza applicare la cedolare secca, deduzioni minori per la componente dell’Rc auto riservata al Servizio sanitario nazionale e per l’uso di auto aziendali, oltre a tagli alle spese di Inps, Inail, Monopoli.

Venendo al dettaglio, dal primo luglio 2013, ogni passeggero pronto a salire su un aereo, dovrà pagare 5 euro, ovvero due euro in più, di addizionale comunale sui diritti di imbarco, che già oggi alimenta un fondo speciale per il sostegno dell’occupazione presso l’Inps. Parte invece da subito il provvedimento che rende deducibili i contributi obbligatori che si versano al Servizio sanitario con l’Rc auto solo per la parte che supera i 40 euro. Anche la deduzione delle spese per le auto e moto aziendali utilizzate dai dirigenti, “non esclusivamente come beni strumentali per l’attività d’impresa”, si riduce al 27,5% dall’attuale 40%, quella per i veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti dal 90 al 70%. Naturalmente, la casa non poteva salvarsi in questo caso. Chi tra coloro che affittano una casa, non si avvarrà del regime della cedolare secca, sarà chiamato ad un aumento, dal prossimo anno, di 10 punti percentuali dell’imponibile su cui si paga l’Irpef.

In questo modo, lo sconto a forfait previsto per chi dichiara nel 730 o in Unico i redditi derivanti dalla locazione di seconde case, va a ridursi dal 15 al 5%. Per quanto concerne i tagli, l’articolo 72 del disegno di legge, prevede per Inps e Inail corposi tagli alle spese di funzionamento, pari a 90 milioni all’anno, a partire dal 2013. Anche i Monopoli di Stato saranno chiamati a sostanziosi tagli. Adesso non resta che attendere ulteriori polemiche dai soggetti colpiti.

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